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L'ALBERO DELLE FATE.

“Qui il senso della vita è come l’albero delle fate, che cresce forte come un mantello in cui riavvolgo, in me, questo e quello”;

Dove abitano le canzoni? Dove sono quando ancora nessuno ha avuto l’ispirazione di scriverle?
Forse stanno appese a un albero, sono lì con le sembianze di giocose fate, attendono la luce buona per riflettere il magico pensiero della creatività.
E in quell’albero scorre la linfa delle emozioni, dei suoni, dei respiri, della vita che richiede complicità per essere vissuta profondamente,
la linfa dell’amore gioioso e di quello malinconico, l’amore come totalità delle sensazioni umane.

Dopo la bella performance di S.Remo dove ha presentato il singolo “Chissà se nevica”, è uscito “L’Albero delle Fate”  il nuovo disco di Mango.

Sicuramente S.Remo non ha reso pieno merito alla bellezza di Chissà se nevica,brano ricchissimo di suoni mediterranei e rock perfettamente integrati tra di loro,con un meraviglioso testo e un’ottima partitura,ma con giurie di cui facevano parte,ancora non ho capito a quale titolo, gente come la Parietti o Lunetta Savino non si poteva chiedere di più e un 5° posto va più che bene, queste classifiche non contano nulla,e infatti il brano è già richiestissimo in tutti i network radiofonici e il disco sta andando letteralmente a ruba,in molti negozi è già esaurito.

Del resto le canzoni di Mango non sono mai state “facili”,è un cantautore che fa da sempre introspezione e ricerca musicale, e hanno bisogno di più ascolti per essere assimilate,ma poi il riscontro del grande pubblico c’è sempre,sarà così anche stavolta.

Nell’ Albero delle Fate Mango continua il suo viaggio nella ricerca musicale e sperimentazione riuscendo a mescolare ritmi latini e pop con sonorità rock tipicamente anglosassoni ,il tutto impreziosito da archi e violini,il risultato è  riduttivo definirlo “stupefacente”, scelte armoniche e sonore ardite senza perdere di vista la propria identità musicale e culturale.

La voce di Mango poi è protagonista assoluta, racconta di un artista nel pieno della maturità, è ancor più ricca di sfumature e armoniche, l’estensione è aumentata, la coloritura nelle frequenze basse è straordinaria e il semi-falsetto è di un’intonazione perfetta e si muove su una tessitura altissima.
Ciò che colpisce maggiormente è comunque la qualità eccellente dell’ispirazione, sia nella composizione che nella scelta degli arrangiamenti, frutto della sensibilità raffinata di Rocco Petruzzi, sostenuto in un paio di episodi dall’esperto Geoff Westley.
Infine una menzione per i musicisti, l’organico base della band, composto dall’inossidabile coppia ritmica Giancarlo Ippolito alla batteria e Nello Giudice al basso, dalle chitarre di Carlo de Bei e ovviamente dalle tastiere di Rocco Petruzzi. A dar lustro all’album la collaborazione del bassista John Giblin, del chitarrista Luca Colombo, del saxofonista Pasquale Laino e della violinista Demy Laino.
Inoltre la presenza di alcuni ospiti come il bassista Roberto Gallinelli, il chitarrista Fabrizio Leo, il batterista Lele Anastasi.

Il disco è stato registrato e mixato tra Lagonegro,Roma,Londra,New York.

Questa la title-trak : 1) Chissà se nevica; 2) La saggezza e il pane; 3) L’albero delle fate; 4) Dentro me ti scrivo; 5) Passo flamenco; 6) Seme di mandarino; 7) E ti amo più di me; 8) Ai tuoi sogni; 9) La fine delle poesie; 10) Sensazionale; 11) Che difficile canzone sei; 12) Sorprenderò l’immenso;

In contemporanea al disco esce anche il nuovo libro di poesie di Pino Mango : “Di quanto stupore”.

Per chi ancora sa e vuole emozionarsi,una bella opportunità.
Per saperne di più :
http://www.mango.it


Pubblicato il 5/3/2007 alle 9.7 nella rubrica Diario.

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