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A QUANDO I GOVERNI VARIABILI?

Non sanno più cosa inventarsi per rimanere incollati alle poltrone, dopo il “mercato delle vacche” dei parlamentari,arrivano le “maggioranze variabili”.

In un editoriale della nuova Pravda (Repubblica) di ieri, l’ex fascista Eugenio Scalfari suggerisce al governo di non arroccarsi e di governare con l’intero parlamento e di trovare su singoli temi “maggioranze variabili” (Sic), si tratta di un repentino cambio di strategia visto e considerato che soltanto qualche settimana fa lo stesso Scalfari suggeriva a Prodi di esercitare una dittatura nei confronti di governo e coalizione.

Visto che non c’è di meglio in giro  l’idea è stata ripresa immediatamente da alcuni esponenti governativi,ha incominciato il ministro Amato commentando favorevolmente l’ipotesi e chiosando sul fatto che dovrebbe essere il capo dello stato a vigilare sulla “qualità e quantità” (Sic) dei provvedimenti così varati,Bertinotti dal canto suo si dice anche lui favorevole a patto però che :

“si possono fare geometrie variabili solo nel caso in cui tutta la maggioranza ritenga che ciò possa essere fatto senza mettere in discussione la maggioranza stessa”. Non solo: è necessario che “la geometria variabile non diventi una clava”: se infatti “dà luogo per dieci volte a una apertura al centro diventa una maggioranza reale”. Insomma sì alle maggioranze variabili, ma a precise posizioni.

Favorevole infine anche Mastella,il quale osserva che i numeri sono quelli che sono,e più si coinvolge l’opposizione e meglio è.

A questo punto viene spontaneo chiedersi :” rispetto alla maggioranza che di volta in volta li sostiene quando ci saranno i governi variabili”?

E’ tutto da ridire se non ci fosse da piangere,si tratta soltanto dell’ennesimo escamotage per cercare di rimanere in sella ad ogni costo,e questo soltanto a qualche giorno di distanza del voto di fiducia alle camere.

La maggioranza deve essere autosufficiente soprattutto su temi quali politica estera, infrastrutture, previdenza,politica economica ecc.ecc., i voti dell’opposizione possono essere aggiuntivi ma non sostitutivi, questo non perché così vuole  il Presidente della Repubblica,ma è una questione di credibilità internazionale, quale credibilità può avere infatti votare con una maggioranza del momento provvedimenti quali finanziamento delle missioni militari all’estero,Tav, Previdenza ecc.ecc.  nei confronti di alleati internazionali e Unione Europea sapendo che la maggioranza che li ha votati,non essendo organica al governo,oggi lo fa e domani potrebbe non farlo?

Purtroppo NATO,ONU,UE e tanti altri stati e organismi internazionale hanno capito da un pezzo che il Presidente del Consiglio,il ministro degli esteri e il ministero della difesa quando prendono impegni lo fanno a nome proprio e non a nome del governo e della maggioranza che li sostiene, essendo temi soggetti a continue trattative e verifiche,ed ecco che poi gli ambasciatori sono costretti a scrivere lettere aperte al popolo italiano.

Solo un paio di settimane fa il ministro degli esteri si presenta in parlamento chiedendo la fiducia sulla politica estera affermando testualmente “su questi temi o c’è una maggioranza o andiamo tutti a casa”,dopo essere stati sfiduciati con delle facce di bronzo degne di miglior causa sono rimasti tutti ai propri posti e addirittura vanno bene anche le maggioranze variabili,d’accordo che la dignità non si può comprare al supermercato,ma anche al ridicolo c’è un limite.

Questo per significare come ormai sia tutto ridotto a un cercare di galleggiare a tutti i costi,aggrappandosi a qualsiasi zattera.

Basta con l’accanimento terapeutico,staccate la spina, la baracca ormai non regge più.

Pubblicato il 5/3/2007 alle 16.20 nella rubrica Parole in libertà.

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