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BENE L'ASTENSIONE AL SENATO .

Hanno fatto bene Forza Italia ,An, Lega Nord, DC e gli altri minori ad astenersi ieri al senato sul volto di rifinanziamento delle missioni militari all’estero, era esattamente quello che la base ha chiesto a gran voce, non ci può essere voto favorevole per gli amici di Hamas e dei Talebani.

E’ notizia di ieri che il sottosegretario di stato americano Nicholas Burns, ha espresso il disagio dell’Alleanza atlantica per la gestione delle trattative per il rilascio del giornalista di Repubblica, questo dopo le polemiche con gli alleati,in primis gli USA, dove il ministro degli esteri D’Alema aveva millantato “comprensioni” che non ci sono mai state.

"Il voto di astensione di Forza Italia, An e Lega  deriva dal fatto che non e’ stato recepito l’ordine del giorno presentato da tutti i partiti dell’opposizione che chiedeva, con indicazioni assai precise, una maggior sicurezza per i nostri soldati, ma anche dalla clamorosa involuzione che caratterizza in modo sempre piu’ accentuato la nostra politica estera", l’aggettivo più benevolo degli alleati nei nostri confronti è “inaffidabili”.

Intanto “Su due importanti questioni, l’Unione si è divisa. Prima, sull’ordine del giorno di Calderoli G2 che chiede al Governo di impegnarsi a chiedere l’esclusione dei talibani dall’eventuale conferenza di pace, nonostante il parere favorevole dei relatori e del governo, sette senatori del correntone Ds, tra cui Cesare Salvi, Rifondazione Comunista e Verdi e Comunisti Italiani non hanno partecipato al voto, mentre otto irriducibili hanno addirittura votato No, tra questi Furio Colombo, Oskar Peterlini, Fernando Rossi, Turigliatto, Giannini e Ribaldi.
Poi, su un altro ordine del giorno di Calderoli, il G14, che impegna il governo a ricercare una strategia comune dei paesi Nato nella gestione di rapimenti in zona di operazioni, sul quale il ministro D’Alema ha addirittura ringraziato Calderoli per aver presentato il documento, Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani e Verdi hanno votato No in blocco, insieme ad alcuni colleghi dell’Ulivo, per un totale di 42 senatori, oltre un quarto della coalizione.

Bene così dunque, non possiamo essere confusi con coloro che negano ai nostri militari  gli strumenti per potersi difendere e operare al meglio,con coloro che fanno liberare capi terroristi in cambio di ostaggi mettendo a repentaglio la sicurezza di militari e civili della coalizione, e con coloro che telefonano ai capi terroristi di Hamas promettendo impegno per fare arrivare loro i finanziamenti che la comunità internazionale ha bloccato.

Infine per quanto riguarda l’UDC , che ha voluto differenziarsi dalla CDL votando a favore, c’è da sottolineare che  Casini e Cesa possono abbaiare solo alla luna, non hanno i numeri infatti per sostituire eventualmente la sinistra radicale nel governo, e il partito è già spaccato in questa situazione figuriamoci se appoggiasse il governo anche dall’esterno.

Ma non solo, la gran parte della loro base si riconosce nella CDL, tanto che le alleanze per le amministrative sono state a grandissima maggioranza confermate,tranne qualche sporadico caso,in eventuali elezioni l’UDC se va da sola o passa a sinistra a stento riuscirà a confermare si e no la metà dei voti che attualmente ha, e in ogni caso la CDL vincerebbe ugualmente alla grande.

L’unica possibilità che l’UDC ha per rendersi autonoma e mantenere la maggior parte dei consensi  è una legge elettorale che gli permetta di competere da sola alleandosi magari con qualche altra formazione centrista attualmente schierata a sinistra, tipo UDEUR o altri, ma questo è difficile che si realizzi e  nulla toglierebbe alle potenzialità di vittoria della CDL.

Pertanto non è il caso di inseguire più di tanto Casini&C , che cuociano pure nel loro brodo,ci penseranno i loro stessi elettori a farli rinsavire.

Pubblicato il 28/3/2007 alle 17.36 nella rubrica Politica.

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