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NON CI SONO PIU' I CAPITANI DI UNA VOLTA.

Qualcuno inneggiò a Tronchetti Provera, quando arrivò al vertice di Telecom, come a un capitano coraggioso. Oggi forse quegli inni ai capitani coraggiosi si dimostrano meno fondati di quanto fossero, parola di Piero Fassino.

Dopo dichiarazioni sconcertanti e patetiche, tra bugie e mezze verità ,di esponenti di governo e maggioranza sull’affare Telecom, i sedicenti riformisti liberalizzatori , i  “buoi del protezionismo e del più becero dirigismo e statalismo” sono usciti finalmente allo scoperto.

Hanno rotto gli indugi : “Telecom deve rimanere pubblica è interesse strategico del paese, il governo ha il diritto e il dovere di preservare questa rete”, così sempre Piero Fassino , che ormai tracima e non si contiene più, il problema è che la rete telefonica è di proprietà Telecom, il piano Rovati non era poi male(Sic),e udite udite,anche Silvio Berlusconi che opera nel settore potrebbe fare un’offerta per l’acquisizione di Telecom,ma come non gli si vuole ridurre il fatturato?

A Fassino e al governo qualcuno dovrebbe spiegare che riformismo fa rima con liberismo: “Il riformismo vero è caratterizzato da un’opera legislativa che rincorre il mondo che cambia, che pensa alla società vista nel suo complesso e la colloca in un contesto di competizione con altri contesti internazionali”, in un’economia globalizzata non conta tanto la nazionalità di chi gestisce le imprese, è sempre il mercato che fa la selezione,quello che conta più di ogni altra cosa è che gli acquirenti portino in dote tecnologia e non debiti.

Vuoi vedere che ci toccherà assistere a cortei e manifestazioni davanti ai cancelli della villa di Arcore , con in testa Sircana a rappresentare il governo, e poi in prima fila esponenti di maggioranza e segretari sindacali seguiti da maestranze e popolo che chiedono a Silvio Berlusconi di intervenire per difendere l’italianità di Telecom?

E’ tutto da ridere se non ci fosse da piangere.   




Pubblicato il 3/4/2007 alle 22.52 nella rubrica Politica.

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