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IN FUGA DALL'ITALIA.

La vicenda Telecom  sta assumendo aspetti  che definire grotteschi e ridicoli è dire poco, una delle concorrenti all’acquisizione dell’azienda telefonica,la americana AT&T   ha annunciato il ritiro.

Mancanza di regole certe soprattutto,e poi l’ingerenza di un governo irresponsabile che pretende di cambiare le regole in corso d’opera, minaccia nemmeno tanto velatamente interventi della magistratura, e organizza cordate di “imprenditori amici” per difendere l’italianità dell’azienda.
Emblematico a tal proposito il commento dell’ambasciatore Usa in Italia,Spogli, che parla apertamente di “forte presenza del governo nell’economia”, e spiega così il basso livello degli  investimenti esteri nel nostro paese .    

Ennesima figuraccia anche con la Ue che ha lanciato un duro monito attraverso il portavoce della commissione:” il mercato delle telecomunicazioni italiano deve essere aperto a tutte le compagnie del mondo e controllerà che non ci sia stato un cattivo utilizzo delle regole".

Dopo l’assemblea degli azionisti Telecom, duro il commento di Tronchetti Provera : “Pirelli è un azienda  "solida" e venderà la propria partecipazione in Olimpia, la holding che controlla Telecom Italia, solo al giusto prezzo. Operatori del settore delle telecomunicazioni hanno attribuito alla quota Telecom Italia, detenuta da Olimpia, un valore preciso: farli scappare uno alla volta per giocare al ribasso non funziona".

Peggio di così insomma non si può fare, anche al ridicolo c’è un limite, non solo per la NATO e l’Alleanza Atlantica siamo un paese “inaffidabile” ,adesso lo siamo anche per gli investitori stranieri, basta con questi concetti dell’economia da Unione Sovietica, basta con la Merchant Bank a Palazzo Chigi, basta con il provincialismo e il dilettantismo, la rete è un falso problema, nessuno la porta via.

Pubblicato il 18/4/2007 alle 1.51 nella rubrica Politica.

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