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THANK YOU USA !

Ogni anno,nella ricorrenza del 25 Aprile mi trovo costretta per un motivo  o l’altro a ribadire la realtà storica di quello che è stata la “resistenza italiana” ,quest’anno in particolare nel leggere ed ascoltare esternazioni di ex carristi assurti a ricoprire cariche istituzionali.

Innanzi tutto non si può falsificare la realtà storica affermando che coloro i quali combatterono nella resistenza non erano una minoranza, erano invece proprio una minoranza, poche decine di migliaia di uomini,male armati che combattevano in clandestinità,diverso invece è il discorso sul popolo italiano, per la maggioranza avverso al regime nazi-fascista ,ma questo solo dopo gli immani lutti e distruzioni che aveva portato l’entrata in guerra dell’Italia a fianco della Germania.

Nessuno può dunque ragionevolmente credere che poche migliaia di uomini ,per giunta clandestini e male armati potessero aver ragione dell’esercito nazista in Italia senza l’intervento anglo-americano , a quest’ora probabilmente stavano ancora qui,questo per la verità storica e senza nulla togliere a coloro che hanno combattuto e fatto la loro parte.

Vi è poi da dire che molte azioni dei partigiani sono state spunto per rappresaglie contro la popolazione civile senza nessuna utilità sulla guerra in corso,basti ricordare ad esempio l’attentato di via Rasella a Roma a cui seguì l’eccidio delle fosse Ardeatine, gli americani sarebbero giunti a liberare Roma comunque nello stesso arco temporale.

In Italia coloro che hanno combattuto per la resistenza si possono dividere essenzialmente in due categorie, da una parte vi erano coloro che combattevano per la libertà d’Italia tra questi semplici cittadini senza nessuna connotazione politica, i cattolici,popolari,repubblicani ecc, dall’altra invece vi erano coloro che combattevano non per liberare l’Italia ma per la “rivoluzione proletaria” per i quali la patria non era l’Italia bensì il mondo intero liberato dal capitalismo e dallo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, costoro erano appunto i “porci comunisti” che ci avevano già venduto all’Unione Sovietica di Stalin.

Per capire come costoro combattessero per  la nostra patria citerò a titolo di esempio cosa pensava Togliatti dell’Italia e degli Italiani tratto dal suo intervento al XVI congresso del PCUS : «E’ per me motivo di particolare orgoglio aver rinunciato alla cittadinanza italiana perché come italiano mi sentivo un miserabile mandolinista e nulla più. Come cittadino sovietico sento di valere dieci volte più del migliore italiano».

Nemmeno si può ignorare il piano  cosiddetto a tenaglia ,che prevedeva l’invasione dell’Italia  ed era sui tavoli dell’armata rossa, e Togliatti che andava a riferire giornalmente all’ambasciata sovietica personalmente o a mezzo di persona di fiducia , quello di cui si trattava nel governo provvisorio italiano.

Così come è realtà storica che nell’immediato dopoguerra bande di comunisti trucidarono migliaia di persone che con il fascismo e il nazismo non avevano nulla a che fare ,le loro uniche colpe erano di essere possidenti o piccoli imprenditori, e anche sacerdoti.

Fu a causa della presenza dell’esercito americano in Italia e degli accordi di Yalta che Stalin non si sentì di  appoggiare la rivoluzione proletaria  italiana che dovette essere rimandata a tempi migliori e i comunisti furono “costretti al gioco democratico”, tanto che lo stesso Togliatti prese un impegno solenne nei confronti dei comunisti italiani: «L'ideologia che ci ha guidati e che ci guida nel determinare le nostre posizioni è l'ideologia marxista... Sarebbe strano che si chiedesse agli uomini che dirigono il nostro partito che non si rivolgessero più, come a guida sicura, a Marx, a Engels, a Lenin, a Stalin... Due sono le direttive del partito: prima, seguire la linea ideologica di Marx, Engels, Lenin e Stalin; seconda, attuare in Italia un regime sul modello di quello russo».

L’Unità 5 Gennaio 1948

Fortunatamente nelle elezioni del 1948 il popolo italiano “scelse la libertà” ,poi grazie alla Democrazia Cristiana ,agli USA e al piano Marshall ci siamo garantiti 50 anni di pace ,prosperità e progresso.

 Non ci potrà essere “memoria storica condivisa” sino a quando non si ammetterà che una gran parte della resistenza italiana ,quella che si richiamava al comunismo, combatteva la dittatura nazifascista per instaurarne un’altra quella del proletariato e per questo ci avevano gia venduto,pertanto è quanto mai ridicolo che oggi  il presidente della repubblica Napolitano, parli  di come la liberazione fu in effetti anche "premessa e condizione per un'Italia nuova, per la Costituzione, per la faticosa ed entusiasmante edificazione di una democrazia vitale per la rinascita economica e sociale, per lo sbocciare della realtà istituzionale dell'Europa e delle organizzazioni internazionali".

Napolitano ricordi prima di tutto a stesso lui dove stava e chi erano i suoi “compagni di merende”,lui e il partito dove ha militato non hanno nulla a che vedere con la rinascita economica dopo che volevano imporre a De Gasperi  di non accettare il piano Marshall, e meno che mai con la realtà istituzionale europea, all’epoca Napolitano&C.  giravano  per l’Italia predicando “l’eurocomunismo” (Sic), famoso in questo contesto un suo discorso a Siena che non riporto per carità di patria.

L’Europa è stata fatta e voluta dai De Gasperi e Adenauer ,dai Martino e Schumann,dai Spaak e dai Monnet , da Einaudi  ecc.ecc., non dai “pistolini di Stalin e Pol Pot”  che all’epoca predicavano l’eurocomunismo, evidentemente si è perso del tutto il senso del ridicolo.

Pertanto il nostro grazie va prima di tutto agli USA senza il cui decisivo apporto non saremmo nemmeno qui a parlarne, prima perché ci hanno liberato dal nazifascismo e poi perché ci hanno preservato dal comunismo,poi a tutti i cittadini e partigiani che hanno lottato nella resistenza per la Patria, e anche ai partigiani comunisti in buona fede poiché sicuramente ce ne sono stati, ma sicuramente non si possono ringraziare coloro che volevano liberaci da una dittatura per imporne un’altra a loro convenienza.

Del resto anche Stalin e l’armata rossa poterono combattere e vincere solo grazie agli USA, dal settembre del ’41 Washington, oltre a concederle un primo prestito di un milione di dollari, fornì all’Unione Sovietica centinaia e centinaia di migliaia di tonnellate di armamenti e materie prime che nei primi due anni ammontarono a 171 navi, 2mila 800 carri armati, 1960 aerei, 527mila 692 tonnellate di munizioni e 44mila 583 tonnellate di carburante. Approvvigionamenti vitali, come confermò lo stesso Stalin. Quando, all’inizio del 1943, gli Stati Uniti gli fecero sapere che gli Uboot tedeschi stavano infliggendo gravissime perdite ai convogli e che il flusso dei rifornimenti avrebbe subito un momentanea contrazione, replicò immediatamente: ”Voi comprendete senza dubbio che ciò non potrà non influire sfavorevolmente sulla situazione delle truppe sovietiche”.

Voglio chiudere questa riflessione sul 25 Aprile riportando un ringraziamento agli USA che è stato fatto in un’occasione speciale giusto un anno fa.

 

Per la generazione di italiani alla quale appartengo gli Stati Uniti rappresentano il faro della libertà e del progresso civile ed economico.
Sarò sempre grato agli Stati Uniti per aver salvato il mio Paese dal fascismo e dal nazismo a costo del sacrificio di tante giovani vite americane. Sarò sempre grato agli Stati Uniti perchè nei lunghi decenni della guerra fredda hanno difeso l’Europa dalla minaccia dell’Unione Sovietica. Impegnando ingenti quantità di uomini e di mezzi finanziari in questa battaglia vittoriosa contro il comunismo gli Stati Uniti permisero a noi europei di destinare risorse preziose alla ripresa e allo sviluppo della nostra economia.
Sarò sempre grato agli Stati Uniti per aver aiutato il mio Paese a vincere la povertà ed a conseguire crescita e prosperità dopo la Seconda Guerra Mondiale grazie alla generosità del Piano Marshall.
Ed oggi sono ancora grato agli Stati Uniti che continuano a pagare un alto prezzo in termini di vite umane nella lotta contro il terrorismo, per la sicurezza comune e per la difesa dei diritti umani in tutto il mondo.
Quando guardo la vostra bandiera, non mi stancherò mai di ripeterlo, non vedo soltanto la bandiera di una grande democrazia e di un grande Paese, ma vedo soprattutto un simbolo, un messaggio universale di democrazia e libertà.

Allow me to conclude:

Vorrei concludere ricordando una breve storia.
La storia di un ragazzo che alla fine dei suoi studi liceali fu portato dal padre a visitare il cimitero in cui riposano molti giovani valorosi soldati, giovani che avevano attraversato l’Oceano per ridare dignità e libertà ad un popolo oppresso. Nel mostrargli quelle croci, quel padre fece giurare a quel ragazzo che non avrebbe mai dimenticato il supremo sacrificio con cui quei soldati americani avevano difeso la sua libertà. Gli fece giurare che avrebbe serbato per il loro Paese eterna gratitudine.
Quel padre era mio padre, quel ragazzo ero io.
Quel sacrificio e quel giuramento non li ho mai dimenticati e non li dimenticherò mai. Vi ringrazio."

 

Dal discorso al Congresso degli Stati Uniti- Silvio Berlusconi- Washington, 1 marzo 2006

Pubblicato il 25/4/2007 alle 22.42 nella rubrica Immagini del giorno.

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