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IMMIGRAZIONE: PRONTI AL REFERENDUM .

Il vice coordinatore di Forza Italia on. Fabrizio Cicchitto ha annunciato che Forza Italia è pronta al referendum contro il nuovo disegno di legge sull’immigrazione “ che elimina  praticamente ogni regola all’ingresso degli immigrati nel nostro Paese e rischiando cosi’ di provocare un’invasione di massa senza alcun tipo di controllo di chi arriva in Italia, con inevitabili ricadute sotto il profilo della criminalita’". 

"Questo provvedimento fa il paio con il progetto di dare la cittadinanza italiana agli immigrati che vivano nel nostro Paese da almeno cinque anni, con conseguente diritto di voto amministrativo.

Per quanto ci riguarda, se tali modifiche alla Bossi-Fini dovessero diventare legge siamo pronti al referendum e contiamo sul sostegno della maggioranza degli italiani, che in queste ore stanno dimostrando a quali pericolose tensioni andremmo incontro nell’eventualita’ di un’invasione di massa e senza controllo alcuno di immigrati”.

03/05/2007

 

Riguardo a questo argomento che,credo stia a cuore a tutti gli italiani, segnalo il comunicato di Michela Vittoria Brambilla , Presidente Nazionale dei  “Circoli della Libertà” che hanno iniziato una raccolta di firme contro il DDL delega sull’immigrazione, chiunque senza alcun obbligo politico può recarsi a firmare presso uno dei tanti Circoli della Libertà presenti nella stragrande maggioranza dei comuni italiani, è cosa buona raccogliere quante più firme è possibile,pertanto non esitate,nessuno lo farà per vostro conto.

 

DAL 28 APRILE RACCOLTA FIRME CONTRO IL NUOVO DDL DELEGA DI FERRERO E AMATO.

A partire da sabato, nelle principali piazze d'Italia, i Circoli della Libertà organizzano una raccolta firme contro il ddl delega sull'immigrazione approvato dal consiglio dei ministri.

Prima di tutto i dati, quelli veri. Primo, non è affatto vero che oggi, in Italia, su 3,7 milioni di immigrati, solo 760 mila siano gli irregolari e/o i clandestini. Questi ultimi sono almeno tre volte di più e crescono al ritmo di almeno 50 mila al mese, forse anche più. Secondo, tutti i tentativi fatti fino ad oggi per arginare questo sempre crescente flusso di sans papiers sono, in gran parte, falliti. I motivi sono tanti. Il primo è che vi sono troppe frontiere da controllare, al nord come al sud, il che fa sì che, mentre si accentuano i controlli su una determinata frontiera, ad esempio le coste siciliane e calabre, i clandestini, assai spesso gestiti o manovrati da organizzazioni ad hoc, cambiano itinerari cercando sempre nuovi e più accessibili varchi. Il secondo è che, alle spalle di questa immigrazione irregolare, manovrano spesso organizzazioni criminali che, avendo ormai sponde e riferimenti molto attivi e strutturati anche in Italia, favoriscono, in ogni modo e ovviamente per un loro tornaconto, questi flussi. A conti fatti - da qui l'allarme da tempo lanciato dal nostro ministero dell'interno - queste organizzazioni di matrice straniera ma operanti anche in Italia, sono addirittura 18 e delle più diverse etnie. Si va, infatti, dalla Triade cinese che controlla gran parte dell'importazione in Italia di prodotti contraffatti provenienti dalla Cina e da altri paesi del Sud est asiatico, alla mafia albanese oggi leader nel settore della prostituzione, a quella rumena che, in combine con quella turca, opera soprattutto nel campo della droga a quelle, infine, magrebina e senegalese, orientate a gestire oggi ogni genere di traffico e di attività illeciti. C'è di più: con alcune di esse, sulle varie sponde europee, opera in combine l'ndrangheta, diventata ormai l'organizzazione criminale principe, per volume di affari e per raggio di azione, nel mercato della droga, dell'usura, del riciclaggio del denaro sporco, del toto nero ed anche del racket. La conclusione è una sola: queste organizzazioni, per rafforzare il loro radicamento in Italia e aumentare, nello stesso tempo, l'area dei loro traffici, hanno assoluto bisogno di mano d'opera che, da un lato, sia la più anonima possibile e, dall'altro, possa essere tenuta stretta grazie ad ogni forma di ricatto. E chi, se non l'immigrato clandestino, può servire a questo scopo? E veniamo quindi al dunque. La bozza di legge delega (non se ne conosce ancora il vero articolato) varata dal consiglio dei ministri la scorsa settimana e che tenta di disciplinare, in diverso modo, i flussi di immigrazione, risulta aberrante per almeno tre motivi. Il primo è che, facendo una scelta di campo tutta diversa da quella adottata dagli altri paesi del Nord Europa ma anche dalla Spagna, privilegia i diritti dell'immigrati rispetto a quelli che, invece, dovrebbero essere i suoi doveri nei confronti del paese che lo accoglie. C'è chi sostiene che questa scelta di campo del governo Prodi sia dovuta al fatto che si intenda favorire in ogni modo la crescente domanda di immigrati da parte delle nostre imprese. Il che può anche essere giusto, ma aprire questi nuovi e assai più flessibili varchi all'immigrazione, senza parallelamente affrontare anche il problema dei controlli da esercitare su questo crescente flusso è, proprio per le ragioni che abbiamo prima illustrato, pura follia. Un conto, infatti, è legittimare l'ingresso, in Italia, di immigrati che abbiano già in tasca un contratto con queste imprese, un altro, ben diverso, è dare all'immigrato il diritto di entrare e soggiornare in Italia quanto e come vuole per il solo fatto di poter esibire - e in che modo non si sa - un reddito che comunque ne garantisca la sua sopravvivenza. Questo per dire che è proprio aberrante, nel contesto in cui si muove oggi l'immigrazione in Italia, legalizzare il concetto della "autosponsorizzazione" con il quale ogni immigrato può d'ora in poi arrogarsi il diritto di restare quanto vuole e come vuole in Italia se ha un po' di spiccioli in tasca o se ha alle spalle un'associazione o un ente in grado di garantirglieli. Per arrivare al succo: può darsi che, in alcuni casi, il rapporto tra questo immigrato e lo Stato italiano possa essere legittimo e trasparente, ma è altrettanto certo che, in molti altri casi, si legittimerà la presenza in Italia di immigrati che, per assicurarsi questo reddito da esporre, sono già finiti o stanno per finire sotto il cono d'ombra delle organizzazioni criminali, della cui invasiva presenza nel nostro paese abbiamo già accennato. La verità - ed è questo il motivo per cui proprio gli indirizzi e le finalità di questa legge delega vanno respinti in toto - è che questa normativa farà di questo paese una specie di grande gruviera che darà ulteriore spazio di manovra ad ogni tipo di attività illecita o addirittura criminale. Tutto il contrario delle normative in atto negli altri paesi, tutto il contrario delle normative europee fissate, a suo tempo, con il trattato di Shengen.
Difatti, a tirare un sospiro di sollievo sono i nostri alleati europei a cui questa normativa italiana fa fin troppo comodo perché, pressando loro, invece, sui controlli a stretto raggio su ogni tipo di presenza straniera nel loro territorio, non vedono l'ora che questo flusso crescente di immigrazione indistinta si incanali in paesi, come appunto l'Italia, che, da questo punto di vista, non vanno tanto per il sottile accettando tutti e non controllando, in pratica, più nessuno.
E la povera Italietta sarà così sommersa da sempre maggiori e più aggrovigliati problemi.

Michela Vittoria Brambilla

Pubblicato il 3/5/2007 alle 17.37 nella rubrica Politica.

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