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IGNORATE LE “PROVE DELL’INNOCENZA”.

Dopo l’assoluzione del 27 Aprile scorso di Silvio Berlusconi  al processo SME  per “non aver commesso il fatto” e “perché il fatto non sussiste” ,le motivazioni della sentenza sono state depositate ieri dai giudici della seconda sezione della Corte d’Appello di Milano.

Il quadro che esce dalle motivazioni è “devastante” ,per i magistrati della Corte d’Appello di Milano si sono “ignorate le prove dell’innocenza di Berlusconi” in pratica vengono sconfessati undici anni di inchieste e di “accanimento giudiziario senza precedenti”.

Questi in sintesi i principali punti delle motivazioni :

 

-E’ concretamente «ravvisabile carenza e contraddittorietà» nella sentenza con cui il tribunale, il 10 dicembre 2004, aveva deciso di assolvere Berlusconi solo per prescrizione dopo la concessione delle attenuanti generiche dall’accusa di aver versato sul conto svizzero «Rowena» del giudice Renato Squillante 434mila dollari (bonifico «Orologio», del 1991) attraverso il conto «Mercier» di Cesare Previti, e di aver concorso (con lo stesso Previti e Pietro Barilla) a corrompere con 200 milioni nel 1988 il giudice civile Filippo Verde, estensore della sentenza che nel 1986 bloccò la cessione a De Benedetti del colosso alimentare Sme. Per la corte d’Appello, infatti, non esiste correlazione tra il versamento «Orologio» e «atti riconducibili alla funzione giudiziaria concretamente esercitata» dall’ex capo dei gip di Roma. In primo grado, infatti, il tribunale, «mentre ha disatteso la testimonianza dell’Ariosto in merito alle dazioni corruttive in contante a favore di Squillante e ha, per altro verso, escluso la riferibilità a Berlusconi del bonifico del 26/7/88 al fine di condizionare l’esito del processo Sme, ha nel contempo ravvisato nel solo bonifico del 6/3/91 da Previti a Squillante (con fondi di provenienza Fininvest) la prova del continuativo asservimento del giudice agli interessi dell’imputato, senza individuare atti riconducibili alla funzione giudiziaria concretamente esercitata». Perché «a parere della corte, il dato più rilevante per contrastare la prova a carico è costituito dal fatto, (assolutamente incontroverso) e tuttavia ignorato dai pubblici ministeri territoriali, che, nel periodo in contestazione (tra il 1986 e il 6 marzo del 1991), nessun procedimento approdato all’ufficio Gip del Tribunale di Roma, ove Squillante avrebbe potuto influire direttamente o indirettamente, ha rivelato aspetti irregolari o discutibili». «Risulta, al contrario, che in quei pochi casi in cui poteva profilarsi un interesse di Berlusconi o di società del gruppo Fininvest i titolari dei procedimenti decisero coerentemente in conformità alla richiesta della pubblica accusa o, “mostrandosi più realisti del re”, assunsero iniziative contro le richieste del pm, ma in senso sfavorevole agli interessi di Berlusconi».

-Perché mai - scrivono i giudici - un imprenditore avveduto come Berlusconi, dotato di immensa disponibilità finanziaria, avrebbe dovuto effettuare, o meglio fare effettuare, un pagamento corruttivo attraverso la modalità (bonifico bancario) destinata a lasciare tracce, anziché con denaro contante, e per quale ragione il pagamento avrebbe dovuto essere eseguito attraverso il transito sui conti di Previti, anziché direttamente al destinatario?. E, infine, nemmeno valgono le testimonianze rese da Stefania Ariosto (la teste “Omega”), perché dalle sue dichiarazioni «possono trarsi elementi di giudizio sulla propensione corruttiva di Previti», ma «nessun serio indizio» a carico di Berlusconi.

-Nessun indizio può trarsene a carico di Silvio Berlusconi in ordine al reato a lui contestato a meno di non ritenere che tra lui e Previti, che certo era avvocato di affari Fininvest, si sia attuato un inedito procedimento di fusione identitaria, dando luogo a un nuovo, complesso soggetto di diritto derogativo del principio della responsabilità penale, proprio l’ineludibile distinzione giuridica delle posizioni dei personaggi comporta l’irrilevanza, rispetto a Berlusconi, di altre vicende narrate dall’Ariosto.

 Non solo dunque  i “PM territoriali” (Procura di Milano) , hanno ignorato le prove dell’innocenza di Berlusconi,ma anche i magistrati giudicanti di primo grado lo hanno fatto con una sentenza “carente e contraddittoria”, viene da chiedersi  se per “conclamata incapacità” o “accanimento e malafede” , io propendo per la seconda ipotesi.

Si è arrivati all’assurdo, lo stato di diritto recita che si è presunti innocenti sino a prova o sentenza definitiva inappellabile contraria, in tutti questi anni invece è accaduto esattamente l’opposto, c’era un colpevole che è rimasto tale sino a prova contraria, ossia sino a riconosciuta innocenza.

Esultiamo tutti dunque,poiché a un galantuomo è stata riconosciuta,al di la di ogni ragionevole dubbio,la sua innocenza dopo dodici anni di “persecuzione giudiziaria”.

Chi risarcirà questo “martire della malagiustizia” ?

Chi risarcirà la democrazia italiana di 12 anni di veleni e uso politico della giustizia?

A quando un monumento o una medaglia per il cittadino Berlusconi che impedì la svendita a "prezzi e condizioni di favore" di un'azienda statale che aveva soltanto bisogno come poi fu fatto di essere rilanciata?

                       

Pubblicato il 12/5/2007 alle 2.19 nella rubrica Silvio Berlusconi.

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