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TRAFFICARE NON E’ GOVERNARE.

Una figuraccia per i “ zucconi”  di  Repubblica e per uno dei suoi giornalisti di punta, Giuseppe D'Avanzo. Nell'articolo di lunedì 4 giugno “La nuova P2 del ricatto è pronta alla spallata” l'unico vero elemento a sostegno della tesi, che punta a screditare gli scoop de Il Giornale sul caso Visco-Gdf, è il fatto che il ministro dell'Interno Giuliano Amato non ha mai incontrato il direttore del Sisde Franco Gabrielli. Peccato che nel solo 2007 ci siano stati ben cinque faccia a faccia tra il numero uno dei servizi segreti civili e il responsabile del Viminale. Come ha dovuto ammettere lo stesso D'Avanzo, con una precisazione però ben nascosta a pagina 20, infilata tra i commenti, e nemmeno firmata ma soltanto siglata (g. d'a). Poche righe che si chiudono così: "Me ne scuso, dunque, con i lettori e con gli interessati". Come se fosse un dettaglio, come se fosse una cosa da nulla. Anzi, è una cosa da nulla. La sua inchiesta priva di qualunque fondamento fattuale.

Nel frattempo viene pubblicato  un presunto dossier sull’operato dell’ex ministro Giulio Tremonti al ministero dell’economia sui rapporti tra quest’ultimo e i vertici della GDF,redatto secondo i “zucconi” di Repubblica da Visco in persona , in cui si accusa Tremonti di aver sostituito tutti i vertici della GDF  senza che nessuno si sia opposto o abbia protestato.

Tremonti ha diffuso una nota informativa dall’eloquente titolo : “ trafficare non è governare” che vi riporto.

Chiamato in causa da un misterioso dossier che sarebbe stato redatto - sostiene La Repubblica - da Vincenzo Visco sulle presunte sostituzioni ai veritici della Gdf decise dalla Cdl quando era al governo, Giulio Tremonti, ex ministro dell'Economia, risponde punto per punto. Con una nota. 1) “La differenza tra governare e trafficare”, articolata per punti. 2) L’autogoal del Governo. "Non avendo argomenti il Governo invece di andare avanti va indietro! Si difende partendo addirittura dal settembre 2001. Come dimostreremo di seguito - scrive Tremonti - , questo è un clamoroso autogol". 3) Settembre 2001. "Il settembre 2001 non è un mese qualsiasi! 11 settembre 2001: un attentato che scuote il mondo. C’è una certa differenza tra 2001 e... 2006/2007!". 3. Flash-back. "Subito dopo l’11 settembre, i Ministri dell’Economia dei Paesi G7 si sentono tutti insieme in un’unica conference-call e concordano – tra l’altro – una comune strategia di contrasto alle basi finanziarie del terrorismo internazionale. In specie, concordano di farlo simmetricamente e congiuntamente: a) tanto sul proprio territorio interno; b) quanto in contesto internazionale. Lo straordinario ruolo strategico della Guardia di Finanza. "In funzione di questa strategia il ruolo della Guardia di Finanza, svolto al servizio tanto dell’Italia quanto della comunità internazionale, è stato straordinario e riconosciuto da tutti, all’estero ed all’interno. Tranne evidentemente che dal Governo, nella sua autodifesa. Nei termini che seguono: a) sul lato internazionale, costituzione, all’interno del ministero dell’Economia e delle Finanze del Comitato di sicurezza finanziaria – CSF (Legge 14 dicembre 2001, n. 431). Comitato composto oltre che dai vertici della Guardia di Finanza, da ufficiali di altre forze, da funzionari, magistrati e finalizzato alla repressione ed al contrasto del finanziamento del terrorismo internazionale; b) sul lato interno, riorganizzazione degli uffici di intelligence della Guardia di Finanza. Riorganizzazione che è stata prima impostata e condivisa – a norma di legge – dai vertici della Guardia di Finanza e tra l’altro illustrata anche in Parlamento”.
5) Nessun trasferimento! "Rispettando la competenza ed autonomia del Comandante generale - si legge ancora nella nota diffusa da Tremonti - , il Governo non è mai intervenuto nei trasferimenti degli Ufficiali. Trasferimenti che sono stati tutti operati nella logica e secondo la tempistica di legge. Il gen. Giovanni Mariella, all’epoca Capo di Stato maggiore ma ormai al termine del suo periodo di comando, è stato sostituito dal generale Nino Di Paolo, scelto da tutti i Generali di Corpo d’Armata, tra l’altro anche per garantire la continuità nel nuovo impegno internazionale. Il gen. Mariella non è 'finito nel magazzino delle scope del Comando'. Questo è sciacallaggio. Il gen. Mariella è stato un ufficiale con il quale ho sempre avuto rapporto di stima cordiale ed ha proseguito negli anni successivi la sua carriera. Ciò fatto per suo assoluto merito e senza nessun ostacolo, fino a raggiungere il massimo grado (Generale di Corpo d’Armata) ed il più alto comando (Comando interregionale per l’Italia meridionale), all’interno della Guardia di Finanza. La ‘catena di comando’ di Milano non è stata ‘sostituita’ con provvedimenti ad personam e/o ex abrupto, come ora pretende di fare il Governo. Ma ha seguito, nella successione del tempo e nella progressione dei gradi, il suo iter ordinario. Se non fosse stato così, prima di tutte l’Autorità giudiziaria avrebbe formulato i suoi doverosi rilievi. Così non risulta. Anzi. In coda si nota che ‘... al Nucleo regionale di polizia tributaria arriva il colonnello Stefano Grassi. L’ufficiale è aiutante di campo del ministro Tremonti’. Al riguardo, si specifica che il colonnello Grassi – ufficiale di assoluta correttezza e trasferito a Milano per meritato avanzamento di carriera – proveniva proprio dal Gabinetto del Ministro Visco!’”. Fin qui Tremonti.

Pubblicato il 6/6/2007 alle 2.6 nella rubrica Parole in libertà.

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