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CONSORTE FACCI SOGNARE...

Che i DS si occupino di alta finanza,affari e merchant bank piuttosto che di politica in senso stretto, è un fatto risaputo e noto, così come è altrettanto noto il “collateralismo” che li lega alle cooprosse, non a caso infatti la principale fonte di finanziamento pubblico al PCI-PDS-DS-PD  proviene da sempre dal mondo delle coop, per rendersene conto basta guardare i bilanci pubblici dei partiti depositati in parlamento,nel 2005 sono stati versati ai DS dal mondo delle coop circa 500.000 euro.

Deve essere per questo che si è creato un “verminaio” indistinguibile , denunciato più volte anche da Berlusconi, nel quale succede di tutto e di più, dove ad esempio nelle amministrazioni rosse capita che consiglieri,assessori, e presidenti di comuni,enti, province e regioni siano contemporaneamente amministratori di cooperative alle quali vengono assegnati appalti e servizi.

Non paghi di tutto ciò, ci si è tuffati nelle scalate bancarie e nell’alta finanza, tutti ricorderete la bollente estate del 2005,quando l’Unipol di Consorte e Sacchetti, appoggiata naturalmente da Fassino, D’Alema e i DS tentò la scalata alla BNL, cosa che fece esclamare Fassino :”siamo padroni di una banca”.

Oggi presso il tribunale di Milano il GIP Clementina Forleo  ha messo a disposizione dei legali tutte le trascrizioni legate alla vicenda per stabilire se e quali dovranno essere utilizzate nel processo contro Consorte&C ,il Giornale ne pubblica un primo stralcio, nulla di nuovo o che non fosse ampiamente noto, ma  tuttavia utile  per capire fino a che punto sia l’intreccio politica e affari.

 

 Milano - «Abbiamo il 51,8% di Bnl e nell’operazione ho coinvolto 4 banche cooperative che fanno capo a Stefanini». Sono le parole che in una telefonata del 17 luglio del 2005 l’allora numero uno di Unipol Gianni Consorte disse a Piero Fassino, segretario dei Ds. Si tratta di un brano di una delle 73 telefonate di cui alcuni dei legali degli 84 indagati dell’inchiesta milanese su Antonveneta e su altre scalate come Bnl stanno prendendo visione al settimo piano del Palazzo di Giustizia dopo il deposito da parte del Gip Clementina Forleo.

Fassino "chiede istruzioni" Il segretario dei Ds, Piero Fassino, con una telefonata del 5 luglio 2005, secondo la trascrizione, «chiede istruzioni» a Consorte perché, spiega, «devo incontrarmi con Luigi Abete». Abete è presidente di Bnl

D'Alema a Consorte: "Facci sognare" Il 7 luglio del 2005 Massimo D’Alema interviene in una telefonata tra Nicola La Torre e Gianni Consorte. Consorte spiega a D’Alema che riusciranno ad avere circa il 70% di Bnl. E D’Alema replica: «Facci sognare».

D'Alema a Consorte: attento alle comunicazioni «Dobbiamo vederci personalmente, stai attento alle comunicazioni». È questo il contenuto di una telefonata del 14 luglio 2005 tra Massimo D’Alema e Gianni Consorte. Il 14 luglio del 2005 D’Alema è a un convegno su Amendola in compagnia di Stefanini della Lega delle cooperative e appunto avverte Consorte della necessità di vedersi di persona. D’Alema dice a Consorte di mettersi d’accordo con Nicola La Torre. Nella telefonata successiva viene raggiunto l’accordo tra Consorte e La Torre di vedersi a cena la domenica seguente a casa di La Torre.

Ricucci a La Torre: datemi un tessera «Ormai, stamattina a Consorte gliel’ho detto, datemi una tessera perché io non ce la faccio più», dice ridendo il 18 luglio 2005 Stefano Ricucci parlando al telefono con Nicola La Torre.
La Torre: «Stefano».
Ricucci: «Eccolo il compagno Ricucci all’appello».

Consorte: anzi, non sostanzialmente ma di fatto proprio, concreto. Uhm! Naturalmente ci siamo riservati di sentire i nostri organi.
La telefonata proseguirebbe su argomenti personali per poi riprendere:
Fassino: ma sarebbe un accordo che si configurerebbe come?
Consorte: l’accordo si configura che noi aderiamo alla loro ops... Fassino: eh.
Consorte: loro ci danno il controllo di Bnl Vita.
La conversazione poco più sotto proseguirebbe:
Fassino: vi passano a voi le quote di Bnl Vita?
Consorte: sì.
Dopo ancora qualche battuta, la telefonata andrebbe avanti così: - Consorte: sì, sì e soprattutto ci danno tutti gli assets, quindi otto miliardi di euro che Bnl Vita gestisce, cioè tutta l’azienda proprio, praticamente no? Poi ci danno un altro oggetto...
Fassino: ehm.
Consorte: che però non si può dire oggi.
Ancora più avanti la telefonata proseguirebbe:
Consorte: e poi d’altra parte il vero problema è che noi non riusciamo a chiudere l’accordo con Caltagirone, questo è il problema vero.
Fassino: qual è il problema?
Consorte: fa richieste assurde.

D'Alema a Consorte: "Facci sognare" «Facci sognare! Vai!». È quel che avrebbe detto l’attuale ministro degli Esteri Massimo D’Alema all’ex presidente di Unipol Giovanni Consorte in una telefonata intercettata sull’utenza di Consorte il 7 luglio 2005, alle 23:18, la cui trascrizione ha potuto essere oggi letta dalle parti. Il colloquio è tra Consorte e Latorre ma a un certo punto il telefono viene passato a D’Alema che, rivolgendosi a Consorte a proposito della scalata Bnl, secondo quanto è trapelato- gli direbbe:
D’Alema: va bene. Vai avanti vai!
Consorte: Massimo noi ce la mettiamo tutta.
D’Alema: facci sognare. Vai!
Consorte: anche perché se ce la facciamo abbiamo recuperato un pezzo di storia, Massimo. Perché la Bnl era nata come banca per il mondo cooperativo.
D’Alema: e si chiama del Lavoro, quindi possiamo dimenticare?
Consorte: esatto. È da fare uno sforzo mostruoso ma vale la pena a un anno dalle elezioni.
D’Alema: va bene, vai!

D'Alema a Consorte: attento alle comunicazioni «Dobbiamo vederci personalmente, stai attento alle comunicazioni». È questo il contenuto di una telefonata del 14 luglio 2005 tra Massimo D’Alema e Gianni Consorte.
Il
14 luglio del 2005 D’Alema è a un convegno su Amendola in compagnia di Stefanini della Lega delle cooperative e appunto avverte Consorte della necessità di vedersi di persona. D’Alema dice a Consorte di mettersi d’accordo con Nicola Latorre. Nella telefonata successiva viene raggiunto l’accordo tra Consorte e Latorre di vedersi a cena la domenica seguente a casa di Latorre.
Ricucci a Latorre: datemi un tessera «Ormai, stamattina a Consorte gliel’ho detto, datemi una tessera perché io non ce la faccio più», dice ridendo il 18 luglio 2005 Stefano Ricucci parlando al telefono con Nicola Latorre.
Latorre: «Stefano».
Ricucci: «Eccolo il compagno Ricucci all’appello».
Dice Latorre a Ricucci: «Ormai sei diventato un pericoloso sovversivo. Rosso oltretutto».
Ricucci replica: «Ho preso da Unipol io tutto, tutto a posto, abbiamo fatto tutte le operazioni con Unipol».

Pubblicato il 11/6/2007 alle 16.25 nella rubrica Trinariciuti.

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