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LA SVOLTA DEL DPEF: TASSA E SPENDI.

Non è un caso se l'Unione Europea con il commissario agli affari economici Joaquin Almunia ha espresso "profonda preoccupazione" dopo il varo del DPEF da parte del governo, che non è in linea con gli orientamenti stabiliti dall'eurogruppo e presenta "persistenti incertezze" sulla riforma del sistema pensionistico.
Nel documento infatti non c'è alcun taglio significativo alle spese correnti, ma anzi nuovi impegni di spesa che potrebbero lievitare sino  a 21 miliardi, tra le poste più significative il rinnovo contrattuale del pubblico impiego, i nuovi ammortizzatori sociali, contratti di servizio,fondi per le infrastrutture,impegni internazionali ecc. , senza considerare i maggiori oneri derivanti dall'abbattimento in tutto o in parte del cd "scalone" della riforma pensionistica.
Sembra assai improbabile che si rinunci almeno in parte a questi impegni, e se non ci saranno significativi tagli alle spese l'unico modo per finanziarli sarà uno solo : nuove tasse.
Insomma la finanziaria 2008 a costo zero è solo un sogno, ma questa non è una novità, la credibilità del governo in Italia e in Europa infatti ,è solo una barzelletta.




Pubblicato il 2/7/2007 alle 19.46 nella rubrica Politica.

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