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A CHE TITOLO PARLA NAPOLITANO ?

Il Presidente della Repubblica,Napolitano,durante la sua visita in Ghana si è detto fiducioso nell'approvazione della riforma dell'ordinamento giudiziario entro il 31 Luglio,questo dopo che qualche settimana fa ha inviato una lettera ai presidenti delle Camere per chiedere che organizzino i lavori parlamentari in modo da giungere entro luglio all'approvazione della riforma dell'ordinamento giudiziario, in tempo per la scadenza della sospensiva vigente sulla riforma Castelli.
Sinceramente non ho capito a che titolo parla Napolitano,se come capo del CSM e quindi portavoce della "casta dei magistrati" che vogliono la riforma come gli fa più comodo e quindi imporre iter e calendarizzazione dei lavori parlamentari oppure come un  Presidente della Repubblica a cui va bene un tipo di riforma piuttosto che un'altra?
Se come capo del CSM qualcuno gli ricordi che l'iter e la formazione delle leggi sono prerogativa del parlamento, ai magistrati spetta applicarle sia che gli piacciano oppure no,se come Capo dello Stato non si capisce perchè voler mettere fretta alle camere affichè si  legiferi in un senso piuttosto che in un'altro, al Presidente della Repubblica spetta l'obbligo della promulgazione delle leggi a meno che non presentino palesi aspetti di incostituzionalità, anche in questo caso che gli piacciano oppure no.
Napolitano si occupi di "rappresentanza" e lasci che sia il parlamento che rappresenta il "popolo sovrano" a decidere cosa sia meglio per il paese,dopo l'Africa magari si faccia un giro nel sud-est asiatico, così dopo le foibe e i martiri di Budapest, avrà modo di scusarsi con le vittime di Pol Pot e dei khmer rossi,visto che l'11 Aprile del 1975 insieme a Cossutta,Nilde Iotti e a tutto il comitato centrale del PCI,firmò una risoluzione a favore di quella che era definita
 l’eroica Resistenza del popolo cambogiano e vietnamita”,esprimendo piena soliderietà a Pol Pot e alla sua cricca di assassini,invitava a “...sviluppare un grande movimento di solidarietà e di appoggio ai combattenti. Ogni democratico, ogni comunista, sia, come sempre e più di sempre, al loro fianco”.
Il tutto mentre il giornale del partito,l'Unità,attraverso l'inviato Massimo Loche raccontava "la gioiosa vita nelle zone liberate" (Sic).



Pubblicato il 10/7/2007 alle 17.8 nella rubrica Parole in libertà.

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