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E LE DIMISSIONI?

Sull'avviso di garanzia a Prodi:
"Sfido Prodi a utilizzare il solo strumento che può consentire una seria verifica, le dimissioni"
(Massimo D'Alema)
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"Prodi scelga la via delle dimissioni. Per qualunque cittadino l'avviso di garanzia non è indice di colpevolezza. Ma lui non è un cittadino qualunque"
(Fausto Bertinotti)
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" Prodi prenda seriamente in considerazione le dimissioni. Ha voluto fare politica per il bene del Paese. Ora per lo stesso motivo si sollevi dalle sue responsabilità"
(Rosy Bindi)
Queste sono più o meno le dichiarazioni,a puro titolo di esempio, che mi sarei aspettata da questi personaggi dopo l'avviso di garanzia al Presidente del Consiglio da parte della Procura di Catanzaro nell'inchiesta sui fondi UE.
Del resto a queste dichiarazioni basta sostituire la parola Prodi con Berlusconi ,sono esattamente quelle nei confronti del leader di Forza Italia,e in quel momento Premier, a seguito dell'ormai famoso "avviso di garanzia"  che fu notificato al G8 di Napoli nel 1994,finito poi a "babbo morto" con l'assoluzione in Cassazione nel 2001.
Onestamente non so se questi signori stanno ancora riflettendo,se hanno cambiato idea, o se molto più semplicemente gli si sarà seccata la lingua, così come è "seccata la penna" sull'argomento alla "libera stampa" acquattata ai piedi del potente di turno,a cominciare dai zucconi di Repubblica per finire agli ex proletari del Corriere della Sera.
Non meravigliano certo le dichiarazioni sull'argomento di Silvio Berlusconi e di Forza Italia intese ad evitare qualsiasi strumentalizzazione,cosa del tutto normale per coloro che "garantisti" lo sono da sempre.
Non so a voi, ma questi garantisti a convenienza,questi liberali a giorni alterni,questi campioni della menzogna, della doppiezza, e del ribaltamento della realtà, a me fanno semplicemente vomitare.








Pubblicato il 16/7/2007 alle 16.42 nella rubrica Parole in libertà.

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