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ALITALIA:MA NON ANDAVA TUTTO PER IL MEGLIO?

 Quanto sono diverse le note dolenti che oggi accompagnano la marcia funebre per Alitalia da quelle che, negli ultimi sei mesi, avevano gonfiato i polmoni dei “tromboni” del governo.
Chissà se Padoa Schioppa, quello che ha dichiarato di viaggiare con la compagnia EasyJet, ricorda di avere definito “perfetta” la gara per la vendita di Alitalia.
Chissà se il ministro Bianchi è ancora d’accordo con il suo sosia, che affermò di avere evitato la svendita a 500 milioni mentre “oggi chi vuole Alitalia dovrà sborsare almeno 1,5 milioni e metterne in conto altrettanti per farla marciare”.
Chissà, infine, se Prodi è lo stesso premier che si era impegnato a “mettere in gioco i rapporti internazionali e la credibilità che ha il governo”. Se lo ha fatto, non gli resta che prendere atto che i “rapporti internazionali” non ci sono e che la “credibilità del governo” è pari a zero. Ma non lo farà: per ora, da quel che sappiamo, sta “riflettendo”.
In questi sei mesi Alitalia ha bruciato oltre 300 milioni di euro e ogni giorno ne butta nella fornace un milione e mezzo. Nel 2006 le sue perdite sono state superiori a quelle complessive di tutte le compagnie aeree del mondo. In questi sei mesi sono tutte tornate all’attivo e solo le vele di Alitalia non sono state gonfiate dal vento della ripresa economica.
Prodi e Padoa Schioppa, per loro stessa ammissione, hanno impegnato in questa partita la loro “credibilità”. I casi sono due: o non c’era, oppure l’hanno definitivamente perduta.
La gara è fallita perché, in realtà, non c’è mai stata. La strombazzata “apertura al mercato” era contraddetta in termini dai vincoli antieconomici che accompagnavano il bando: garanzie occupazionali, contratti di lavoro e di fornitura intoccabili, nessuno scorporo di rami d’azienda, mantenimento di gran parte delle rotte e via dicendo.
E’ finita la gara-farsa”. Lo dicono i sindacati, gli stessi che paventano la perdita di 20mila posti di lavoro nello stesso giorno in cui lasciano a piedi decine di migliaia di passeggeri, regalandoli alle altre compagnie.
E’ finita la gara degli errori”. Lo leggiamo sull’Unità, fino a ieri cassa di risonanza delle avventurose dichiarazioni di Prodi, Padoa Schioppa, Bianchi e compagnia bella sui fulgidi destini della compagnia di bandiera e sullo straordinario successo delle “manifestazioni di interesse” di tanti acquirenti, che uno alla volta si sono dissolti come i “dieci piccoli indiani” di Agatha Christie.
E’ finita la gara che non c’è mai stata. Perché figlia, come tante promesse di questo governo che non c’è, delle contraddizioni politiche dell’Unione. E’ L’Unità a confermarlo: “Diciamo che il governo, per non aprire nuovi fronti di contestazione al suo interno e nella sua maggioranza, ha fatto in modo che il mercato, mandando deserta l’asta, dichiarasse insostenibili le condizioni che si erano volute inserire nel bando di gara”.
L’accusa non viene dal centrodestra, ma dal quotidiano “fondato da Antonio Gramsci”. Il quale ci dice, pari pari, non solo che la gara era finta, ma che il suo obiettivo era proprio il fallimento. Con il lodevole intento, sulla pelle della compagnia di bandiera e di 20mila lavoratori, di far guadagnare tempo al governo e di disinnescare una delle tante bombe che rischiavano di minarne la coesione (che non c’è). Se lo dice L’Unità, chi siamo noi per contraddirla?

Avevano detto: tutto va per il meglio

Prodi:
“L’alleanza di Alitalia” con un partner straniero “deve essere guidata politicamente. Metterò in gioco i rapporti internazionali e la credibilità che ha il governo”. (10/10/2006)
“Avevo promesso che avrei fatto presto. E oggi abbiamo adempiuto alle promesse”. “Io sono veloce”. (5/12/2006)
“Abbiamo fatto una proposta al mercato seria, come Dio comanda e accolta con serietà dagli operatori”. (8/12/2006)
“Sono soddisfatto delle domande presentate, era stato detto che il bando poneva troppe condizioni e che nessuno si sarebbe presentato. Io avevo ribadito che era un bando serio, in cui semplicemente chi si proponeva di acquistare Alitalia doveva avere risorse e programmi di alto livello”. “Il numero di coloro che si sono presentati è elevato. Mi auguro che ci siano anche programmi di alto livello. Intanto la prima fase è stata ben superata”. (30/01/2007)
“Un ottimo esempio di trasparenza e correttezza”. (8/05/2007)
Damiano:
“Prodi sta agendo, lasciamolo agire”. (18/10/2006)
Bianchi:
“Tutto sta andando per il meglio”. (14/02/2007)
“Se avessimo venduto Alitalia l’estate scorsa non avremmo incassato più di 5-600 milioni, oggi chi vuole fare quest’operazione deve sborsare almeno 1,5 miliardi per l’acquisizione e metterne in conto altrettanti per farla camminare per bene”. “Intanto perché siamo partiti da una condizione in cui nuvole di cornacchie dicevano che non si sarebbe presentato nessuno”. (12/04/2007)
“Sono dati incoraggianti per la fase conclusiva. Siamo ormai all’ultimo miglio”. (12/06/2007)
La gara per la privatizzazione di Alitalia, ha rassicurato Bianchi a margine dell’assemblea di Confitarma “sta andando avanti come previsto, abbiamo tutte le migliori intenzioni di farla finire bene, quindi non vedo rischi”. “E’ inutile fasciarsi la testa siamo sicuri di non rompercela”. (5/07/2007)
“Non c’è sentore” di un eventuale rischio di fallimento nella gara. “Si sta andando avanti come previsto, noi abbiamo tutte le migliori intenzioni di farla finire bene, quindi non vedo rischi”. (5/07/2007)
L’ipotesi di una liquidazione di Alitalia “penso che sia l’ultima tra le ipotesi sul tavolo”. (18/07/2007)
Padoa Schioppa:
“Volo Easyjet e mi trovo benissimo”. (4/07/2007)


Thanks a potere sinistro



Pubblicato il 19/7/2007 alle 22.5 nella rubrica Trinariciuti.

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