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PENSIONI: UN PASTICCIO STUPIDO

 La montagna ha partorito il topolino, così si può sintetizzare l’accordo faticosamente raggiunto la notte scorsa dopo mesi di estenuanti e ridicole trattative tra il governo le varie anime del centrosinistra e i sindacati.
L’ammorbidimento dello scalone e non la sua “eliminazione” ,che prevede un sistema di “scalini” e quote ed un costo secondo il ministro del lavoro Cesare Damiano  pari a 10 miliardi di euro in dieci anni se va bene, non accontenta nessuno,e soprattutto produce iniquità nei confronti delle giovani generazioni che dovranno accollarsi questa nuova voragine del sistema previdenziale italiano.
Una concertazione “fittizia” fatta soltanto con la “trimurti sindacale” e nessun altra categoria sociale , a cui non è parso vero,poter ancora un volta , difendere rendite di posizione e diritti acquisiti,ignorando come sempre coloro che non hanno diritti e forse sarà assegnata loro una pensione quando saranno già al cimitero.
L’Unione Europea,OCSE,FMI e agenzie di rating sono già in allarme e chiedono chiarimenti esaustivi al governo sulle pensioni, i mercati probabilmente non premieranno certo questo pasticcio,siamo l’unico paese in Europa dove l’età pensionabile viene abbassata,anziché il contrario,tenendo conto dell’allungamento della vita media.
Intanto moderati e centristi della maggioranza esprimono “dubbi e riserve” sull’accordo, mentre dalla sinistra radicale rullano già i “tamburi di guerra” ,i comunisti italiani si dicono “profondamente delusi” ,Rifondazione Comunista attraverso il segretario Giordano parla di “giudizio negativo” e di voler lavorare in parlamento per il “superamento effettivo dello scalone”(Sic), e i rappresentanti dell’ala “dura e pura” del partito,i senatori Cannavò e Turigliatto dichiarano di voler contrastare in ogni modo questo accordo che sarà respinto anche se su di esso verrà posta la fiducia.
Semplicemente ridicoli Fassino e Padoa Schioppa,il primo che parla di “riforma equilibrata e moderna” , il secondo addirittura spiega che la “riforma è a costo zero” , soltanto perché le risorse saranno trovate all’interno del “sistema previdenziale”.
Io mi chiedo e vi chiedo, è giusto sperperare dieci miliardi e metterli sul groppone delle nuove generazioni  per permettere a circa 250.000 lavoratori dipendenti di lavorare un anno o due in meno perché di questo si tratta?
Non sarebbe stato molto più equo utilizzare una parte di queste risorse per il welfare  e per dare qualcosa di più che un “cappuccino al giorno  ai pensionati con bassi redditi?
Non sarebbe stato molto più equo far lavorare al massimo due anni in più i lavoratori dipendenti che maturano il diritto alla pensione a 58 anni e utilizzare queste risorse a “copertura” del sistema previdenziale per gli anni futuri?
Insomma si è perso completamente il senso del ridicolo,davvero un bel risultato.



Pubblicato il 20/7/2007 alle 17.25 nella rubrica Politica.

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