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RIFORMISTI ALL'AMATRICIANA

Il candidato alla guida del Partito Democratico,Walter Veltroni ci avvisa che la democrazia italiana è malata(Sic),per fornire al paese "istituzioni nazionali forti, e un "sistema politico adeguato" propone dieci "riforme costituzionali" e istituzionali per risolvere la "crisi del sistema".
La ricetta di Veltroni parte dal Parlamento: superare il bicameralismo perfetto (la Camera resta assemblea politica, il Senato rappresenta le autonomie locali) e ridurre il numero dei parlamentari.
Quanto alla forma di governo, Veltroni sceglie il "premierato sul modello europeo". Dunque "rafforzamento dei poteri del primo ministro" (con potere sostanziale di nomina e revoca dei ministri) compensato da nuove e più incisive garanzie per la minoranza.
E ancora "legge elettorale per ridurre la frammentazione e consentire al governo di attuare il suo programma" e "corsia preferenziale in Parlamento per i disegni di legge del governo".
Ciliegina sulla torta il federalismo: Veltroni chiede di attuarne "gli aspetti più innovativi", di accelerare sul fronte fiscale e di consentire "forme particolari di autonomia che possono avvicinare le Regioni a statuto ordinario alle autonomie speciali".
C'è da rimanere basiti, si ricalca più o meno pari pari la riforma del centrodestra bocciata dal referendum un anno fa,che lo stesso Veltroni avversava.
Possibile che quella che veniva etichettata come "anticamera di un regime autoritario","esautorazione del parlamento"e "onnipotenza del premier" adesso diventa la panacea di tutti i mali?
E' vero che da sempre i "trinaricuti" come nella migliore tradizione comunista,hanno la rara capacità di cambiare posizione a seconda delle proprie convenienze,ma questo mi sembra francamente troppo,non è che dovremo vedere nelle piazze Fini,Bossi,Berlusconi e Casini al grido di "salviamo la costituzione"?
E' inutile,se non si complicano la vita non sono contenti, che bisogno c'è di tentare di far passare come "il nuovo che avanza", uno come Veltroni che andava a Berlino Est ai festival della gioventù comunista ad applaudire i tetri e sanguinari burocrati di Breznev o che il 24 febbraio 1974 organizzava una formidabile manifestazione intitolata: Togliatti con noi. Nel nome di Togliatti le lotte dei giovani per la pace, la libertà, il socialismo,quando per un programma come questo basta e avanza un Calderoli qualsiasi?



Pubblicato il 25/7/2007 alle 18.7 nella rubrica Trinariciuti.

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