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BASTA,ABBIATE PIETA' !

 Sembra che siano arrivati finalmente a destinazione i fascicoli del Gip di Milano Forleo, che chiede al parlamento l'utilizzazione delle intercettazioni telefoniche nell'inchiesta Unipol-BNL,intercettazioni che riguardano le conversazioni dei "compagni di merende" di Consorte&C, ovvero D'Alema,La Torre e Fassino, esponenti di primo piano dei Ds.
Tutti gli esperti sostengono che questa è l'estate più calda degli ultimi duecento anni, e con il caldo e l'afa meno ci si muove e meglio è, comprenderete quindi che io,e come me suppongo tantissimi italiani, non possiamo permetterci di passare questi mesi a ridere a crepapelle ascoltando e leggendo le "scomposte reazioni" e gli "indecorosi schiamazzi" con cui si difendono i DS, ne va della nostra salute.
Dopo che ieri Fassino ha dato il peggio, attaccando stampa, presidenza della camera e gip, e contemporaneamente autoassolvendo se stesso e i suoi sodali, credo si sia raggiunto il limite della comicità applicata alla politica,alla fine sono “costretti” a dire si all’utilizzo delle intercettazioni per evitare la gogna.
Bisogna chiedere che si proceda,altrimenti chiunque si potrà alzare in questi giorni e accusarci di tutto,a cominciare dai giornali di sinistra”,così D’Alema dalle colonne del corriere.
Il Gip Forleo è "stata costretta" a difendersi dicendo giustamente "rispondo solo alla legge",dagli attacchi a testa bassa degli esponenti diessini,che parlano di "attacco allo stato di diritto",di "sentenze preventive di colpevolezza",e di "minaccia per la democrazia"(Sic).
Ma chi credono di essere,Berlusconi?
Queste cose le può fare un Berlusconi,che ha combattuto e continua a combattere contro tutto e tutti, che ha il torto di essere il granello di sabbia,anzi il macigno che ha inceppato una macchina politico-mediatica-giudiziaria perfettamente lubrificata,ma non gli esponenti di una forza politica che ha fatto della "questione morale" la propria bandiera.
Sicuramente nel nostro stato di diritto vige la “presunzione di innocenza”, ma non si può pensare di “autoassolversi” dimostrando così che ci sono dei “presunti innocenti”, più innocenti di altri.
Eppure quando nel passato stampa,magistratura, e media hanno sconfinato buttando fango sugli altri, costoro si sono guardati bene dal prendere le distanze,anzi presi da sacro furore “forcaiolo e giustizialista” ci spiegavano che era bene così, il cittadino doveva essere informato sulle malefatte della classe dirigente.
Un ulteriore dimostrazione,casomai ce ne fosse ancora bisogno, del doppio pesismo,del garantismo a convenienza, dell’indignazione a giorni alterni, di cui sono capaci questi “moralisti senza morale”.
I miei lettori sanno come la penso sulla casta dei magistrati e sull’ordinamento giudiziario, e specificatamente sul Gip Clementina Forleo ,credo che sia un altro di quei magistrati in “crisi di autostima” che fanno di tutto per essere sulle prime pagine dei media ,autoelettasi “rappresentante della società civile” che magari vuole cambiare la società da dentro le istituzioni.
Per questo sostengo da un pezzo,a parte tutto il resto,che ai magistrati tutti, prima di essere ammessi in servizio bisogna effettuare i test psichico - attitudinali come qualsiasi altro impiegato o dirigente pubblico,ma di questo ne ho già parlato e ne parlerò sicuramente in seguito.
Dubito che ci possa essere qualcosa di “penalmente rilevante” in quelle intercettazioni, ma il tifo da stadio,il collateralismo, lo sponsoraggio e la “complicità morale” con furbetti&furboni del quartierino li giudicherà come sempre il popolo sovrano.
Basta con il vittimismo, basta cercare giustificazioni in complotti inesistenti, sono inchiodati dalle loro parole,una commistione impressionante tra politica e affari con i finanziatori delle loro campagne elettorali,se non si vergognano di questo dovrebbero farlo perlomeno per l’ostentazione di moralità con cui negli anni scorsi hanno condannato alla gogna chi era più innocente di loro.
Insomma compagni, non si può attaccare un magistrato dopo che per dei lustri si è predicato su "l'indipendenza e l'autonomia dei magistrati" , che "gli atti e le sentenze dei magistrati si rispettano" e via dicendo, non è possibile predicare bene e razzolare male,soprattutto non è serio chiedere la pubblicazione integrale di quelle conversazioni dicendo "non abbiamo nulla da nascondere" e poi a pubblicazione avvenute parlare di "teoremi e complotti".
Spero che l’on.Violante spieghi ai suoi compagni cosa vuol dire "essere leader" come scriveva sull'Unità nel 1992, in piena tangentopoli,e cioè "un vero leader anche se solo colpito dall'ombra di un sospetto ha dovere di dimettersi", e se ritiene ancora valido questo "convincimento morale", si faccia spiegare perchè sono ancora tutti insieme appassionatamente ai propri posti come nulla fosse.
Non mi dilungo oltre, spero abbiate cura della nostra salute, basta ridere, fa caldo…..e poi anche al ridicolo c’è un limite.

GARANTISTI? CERTO,MA SOLO QUANDO CONVIENE A LORO…..

NICOLA LA TORRE
Sebbene anche il vicecapogruppo dell'Ulivo sia al centro delle attenzioni giudiziarie sul caso Unipol, i suoi pensieri preoccupati sono tutti per «Massimo». E se davvero sui Ds si starebbe abbattendo la nemesi politica di Tangentopoli, Latorre ripete agli amici che colpirebbe la persona sbagliata: «Io c'ero a palazzo Chigi, quando D'Alema era premier e Bettino Craxi stava per morire ad Hammamet. Massimo si prodigò per il suo rientro ma fu fermato. E pur avendo una visione politica diversa, mai, mai gli ho sentito pronunciare giudizi morali contro il leader del Psi. Massimo era e resta un garantista».
(Corriere della Sera 26/07/2007)

MASSIMO D’ALEMA
Durante la conferenza stampa dopo l’incontro in camper, 1990:
“Mia moglie, quando ha saputo che avevo visto Craxi mi ha detto: disinfettati, prima di tornare a casa”.

Alla Repubblica, 10 gennaio 1993
Craxi se ne deve andare. Si può, si deve difendere come cittadino. La pretesa di trasformare il suo processo in un processo alla democrazia è folle, pericoloso, non lo salverà”[…] Questa battaglia sacrosanta per la moralizzazione non deve concedere nulla al qualunquismo anti-democratico, dobbiamo buttare l’acqua sporca, non il bambino

Il Mondo 16 novembre 1996:
“Craxi non è stato condannato perché era dirigente del PSI, ma perché c’è gente che ha raccontato: “Sono stato da lui e gli ho messo sul tavolo un miliardo”. E’ un leader politico con responsabilità penali specifiche. Vogliamo smetterla con questa storia? Ha preso i soldi Enimont e tre tribunali l’hanno condannato. Vittima lui? Ma de che? Se lei va a rubare un orologio d’oro qui davanti è chiaro che sarà messo in galera. Mica può andare da Amnesty International!

24 marzo 1994, all’Unità:
Berlusconi è lo sviluppo del craxismo, non la sua semplice prosecuzione. E’ il craxismo alleggerito del partito di massa. C’è quello stesso intreccio tra affari e politica senza neppure la mediazione democratica che era un elemento di freno. E’ la versione plebiscitaria del craxismo”.

Sull’avviso di garanzia a Berlusconi 1994
"Sfido Berlusconi a utilizzare il solo strumento che può consentire una seria verifica, le dimissioni"

PIERO FASSINO
E’ inutile che Speroni cerchi dei diversivi per occultare che l’alleanza della Lega con Berlusconi sta riciclando squalificati personaggi cresciuti e affermatisi in pieno craxismo. Quanto al fatto che Craxi sia ancora vicepresidente dell’Internazionale socialista, il Pds ha già sollevato la questione chiedendo al presidente dell’Internazionale, Pierre Mauroy, di trovare rapidamente una soluzione che elimini tale ambiguità”. (Ansa, 8 marzo 1994).

“La comunicazione di Mauroy (sulle dimissioni forzate di Craxi da vicepresidente dell’Internazionale Socialista, ndr) è stata accolta con favore da Piero Fassino, responsabile esteri del Pds: ‘E’ la naturale e logica conclusione di un’evidente incompatibilità che si era determinata tra la condizione personale di Bettino Craxi e l’incarico di vicepresidente dell’Internazionale socialista’”. (Ansa, 18 marzo 1994).

LUCIANO VIOLANTE

Sul primo governo Berlusconi, in un intervista a Panorama:
“Nessun paese moderno può tollerare di essere governato in questo modo, sembra il film degli ultimi anni del craxismo”.

Articolo per l’Unità su Craxi 1992
"un vero leader anche se solo colpito dall'ombra di un sospetto ha il dovere di dimettersi",

Sulla grazie presidenziale per far tornare Craxi da Hammamet, nel novembre 1999:
“Penso che in uno stato di diritto, l’imputato Craxi abbia gli stessi diritti di qualsiasi altro imputato; non di più, ne di meno. E su questo bisogna essere attenti”.

Nel libro “Contributo per l’identità della sinistra”:
Bettino Craxi è stato condannato con sentenze definitive, dalla magistratura della Repubblica attraverso diversi gradi di giudizio e si è potuto avvalere della difesa di eccellenti avvocati. Ha l’abitus mentale dell’esule, ma lo stato giuridico del latitante.

WALTER VELTRONI
8 giugno 1991, all’Unità
“[la contrarietà del Psi al referendum sulla preferenza] appare funzionale alla conservazione di un sistema che ha potato con sé il controllo mafioso del voto, i brogli, il correntismo esasperato. Il PSI dovrebbe interrogarsi sul suo isolamento dalle forze riformatrici

Luglio ’98, all’Espresso
“Difendendo Craxi, i suoi ex compagni difendono la loro memoria, ed è comprensibile dal punto di vista personale. Non è comprensibile, invece, la rimozione di ciò che è stato. Un paese serio non può dimenticare tanto facilmente il suo passato, Tangentopoli per intenderci, se non vuole che certi guasti si ripetano. Se alla fine scoprissimo che sul banco degli accusati ci sono i magistrati, e su quello degli accusatori la politica della prima Repubblica, saremmo di fronte a un capovolgimento dei ruoli inaccettabile”.

Su l’Unità 30 Aprile 1993
Un vergognoso “colpo di spugna” , la camera nega l’autorizzazione a procedere per Craxi,la DC e il PSI difendono i loro indagati.

FRANCESCO RUTELLI

A Repubblica 2 Dicembre 1993

Craxi? Lo vorrei in galera…..

Update 29/07/2007: Come non detto,non solo Violante non ha spiegato ai suoi compagni cosa vuol dire "essere leader" ,ovvero "dimettersi solo con l'ombra di un sospetto" come predicava nel 1992,ma addirittura pretende che il parlamento esprima una mozione in cui si condanni la "mancanza di lealtà e l'abuso" da parte dei magistrati di Milano.
Insomma si all'autorizzazione a procedere,a patto che ci sia una mozione di condanna per i magistrati inquirenti.
E' davvero il mondo alla rovescia, "ridicoli buffoni".



Pubblicato il 28/7/2007 alle 22.11 nella rubrica Trinariciuti.

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