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L'USO POLITICO DELLA GIUSTIZIA CI INDIGNA.

 Le intercettazioni ''devono essere consentite solo per le indagini aventi ad oggetto reati gravi, per esempio reati per i quali la pena minima edittale sia superiore a dieci anni''. Lo ha affermato Silvio Berlusconi che intervistato dal Quotidiano Nazionale ha sottolineato anche che ''non dev’essere consentito ai media di dare in pasto al pubblico la vita privata della gente''.
Per questo motivo Berlusconi ha confermato il no in Parlamento all’uso delle intercettazioni richieste dalla Forleo. ''Da un lato non occorrono certo microspie e intercettazioni per scoprire che esiste una contiguità, non solo ideale ma operativa tra i DS e le Coop rosse'', dall’altro ''non ho mai creduto che sia moralmente lecito tentare di distruggere gli avversari per via giudiziaria''. ''Vogliamo vincere e sappiamo che vinceremo per le nostre idee, per i nostri programmi, per le nostre capacità operative, non certo per scorciatoie giudiziarie '', ha osservato Berlusconi che ha ricordato come ''abbiamo subito a lungo questi metodi e li abbiamo sempre denunciati. Non saremo certo noi a favorirli e a condividerli ''.
''A differenza di altri noi non siamo garantisti a corrente alternata. L’uso politico della giustizia ci indigna, chiunque ne siano le vittime''. ''Il fatto che queste intercettazioni mettano in difficoltà la sinistra non ci fa cambiare opinione '', ribadisce: ''L’eccesso di potere dell’ordine giudiziario, per esempio in materia di intercettazioni, e’ un grave problema di libertà ''.
30/07/2007



Pubblicato il 30/7/2007 alle 17.22 nella rubrica Silvio Berlusconi.

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