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MENO MALE CHE C'E' LA PAUSA ESTIVA...

 Il caldo e lo stress fanno particolarmente male a Romano Prodi,dopo aver tentato di dettare l’omelia domenicale alla chiesa cattolica, chiedendo di parlare di tasse ed evasione fiscale,attirandosi contro l’ira e la derisione dei cattolici e non,ha tentato di sostenere la sua tesi commettendo un’altra colossale gaffe: “il premier ha attribuito il richiamo all’obbedienza nei confronti dei padroni, «quoque discolis» (anche a quelli severi) alla Lettera di San Paolo ai Romani. Il Professore però è caduto in un’imbarazzante gaffe, visto che la frase non è di San Paolo ma è riportata nella Prima Lettera di San Pietro ai Romani, nella quale peraltro vi è scritto etiam, non quoque.
Cosa fatta notare per primo dall’on. Angelino Alfano coordinatore di Forza Italia in Sicilia.
Se anche in Chiesa si parla di tasse,va a finire che credenti e praticanti diserteranno le funzioni del tutto.
Non pagare le tasse non è peccato, e la Chiesa non può trasformarsi in una succursale dell’agenzia delle entrate, e perseguire la via spirituale del controllo fiscale, così ha replicato Don Gianni Baget Bozzo, consigliere spirituale di Silvio Berlusconi e Forza Italia.
Evidentemente Prodi non sa più a che santo votarsi
.
A dimostrazione di ciò, ha dell’incredibile quello che racconta Piero Sansonetti direttore di Liberazione,quotidiano di Rifondazione Comunista, Prodi ha spedito una sua lettera con “obbligo di pubblicazione immediata” sia a lui che a Gabriele Polo direttore del Manifesto,nella quale si criticano alcune scelte della sinistra radicale - e l'eccesso di polemica verso il governo che viene dai suoi giornali - si difendono le scelte essenziali dell'esecutivo sui temi sociali, sindacali, dell'economia, dell'ambiente, e alla fine si rivolge un appello a scendere in piazza, in autunno, non per criticare il governo ma per difendere le sue scelte e sostenere la sua azione.
Ho risposto a Sircana che noi eravamo molto contenti di pubblicare una lettera del presidente del Consiglio, ma che proprio per oggi avevamo programmato - noi e il manifesto , insieme , con una scelta non usuale nella storia delle nostre testate - di farci promotori di una manifestazione della sinistra contro le scelte moderate e centriste del governo, che non condividiamo, e per chiedere una svolta politica a sinistra.Più tardi abbiamo parlato Polo ed io, ed eravamo perfettamente d'accordo. I giornali - si dice tante volte - non sono una buca delle lettere, e quindi Prodi avrebbe dovuto aspettare 24 ore, come spesso capita a tanti nostri collaboratori o amici o giornalisti. Ho comunicato a Sircana questa decisione. Lui mi ha detto invece che insisteva, chiedeva la pubblicazione subito. Gli ho detto di no.
Un paio d'ore dopo, la lettera è stata resa pubblica da Sircana attraverso internet, e invece di essere indirizzata a il manifesto e a Liberazione era indirizzata ad amiche e amici.
E' grave l'idea che un presidente del Consiglio possa dare ordini ai giornali e dirgli cosa pubblicare e quando, e non debba essere contraddetto,conclude Sansonetti.
Vi risparmio per carità di patria, la conferenza stampa odierna di Prodi, ha  blaterato di "maggioranza coesa", ha spacciato l'elemosina di un euro al giorno ai pensionati per "un'ingente intervento in contrasto all'indigenza e alla povertà"(Sic), e altre amenità di questo tipo, roba che naturalmente vede solo lui che vive su "Second Life".
Insomma aspettando un autunno caldo,i colpi di calore hanno già colpito Prodi,mai come in questo momento,arriva provvidenziale la pausa estiva, e meno male.





Pubblicato il 4/8/2007 alle 0.39 nella rubrica Parole in libertà.

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