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CATTURATO IL BRACCIO DESTRO DI POL POT.

Nuon Chea, soprannominato "Fratello Numero Due", ossia il Khmer rosso storicamente considerato il braccio destro del capo degli Khmer, Pol Pot, è stato arrestato oggi dalla polizia e dalle guardie del tribunale Onu dopo trent’anni di libertà indisturbata.Sul capo dell’ottantenne Nuon Chea pende l’accusato di essere stato il boia responsabile delle torture perpetrate nei famigerati "Killing Fields", campi di sterminio dove si ritiene che siano stati barbaramente trucidati un milione e 700mila veri o presunti oppositori del regime comunista cambogiano, regime abbattuto dalle truppe vietnamite nel 1979. Lo scorso luglio il tribunale delle Nazioni Unite aveva ufficializzato l’accusa di ‘crimini contro l'umanità’ all'ex magistrato degli Khmer rossi, Duch. Quell’atto ha segnato la prima vera azione giudiziaria contro un leader del regime di Pol Pot, dittatore che morì indisturbato nel 1998, in quella che rappresentava l'ultima ‘roccaforte’ Khmer, Anlong Veng. Insieme a Duch, i magistrati dell’Onu hanno incriminato altri quattro ex gerarchi del regime.I nomi di costoro sono però coperti da segreto, anche se si presume che siano l'ex presidente Khieu Samphan, l'ex ministro degli Esteri Ieng Sary, il funzionario Meas Muth, oltre al già citato Nuon Chea, catturato in una casupola di legno, vicino al confine con la Thailandia e trasferito nella capitale per gli interrogatori, anche se il figlio dell’ottuagenario leader comunista ha riferito a Reuters come già almeno tre occidentali abbiano interrogato l'anziano Nuon Chea.
Agenzia Radicale 19/07/2007
 

Quando i criminali vengono assicurati alla giustizia,anche se con notevole ritardo, è sempre un bel giorno per l’umanità intera.
Mi chiedo se il nostro Presidente della Repubblica,dopo Nagy e i martiri D’Ungheria,le Foibe ecc. ,farà l’ennesimo atto di “pubblica contrizione” , rendendo omaggio alle centinaia di migliaia di vittime di Pol Pot e dei macellai rossi, chiedendo scusa alle famiglie e ai superstiti per la “complicità morale” con questi assassini.
L’ 11 Aprile 1975, il comitato centrale del PCI approvò e controfirmò un documento ufficiale in cui si esprimeva solidarietà al popolo cambogiano, e si magnificava “l’eroica resistenza” di Pol Pot e dei khmer rossi, invitando a sviluppare un grande movimento di solidarietà e di appoggio ai combattenti,“ogni democratico, ogni comunista, sia, come sempre e più di sempre, al loro fianco”.
Quel documento veniva firmato tra gli altri,oltre che da Napolitano,anche da Nilde Iotti, Cossutta, Petruccioli,Bassolino,D’Alema ecc. ecc.
Il tutto mentre dalle colonne dell’Unità,l’inviato Massimo Loche,raccontava “la gioiosa vita nelle zone liberate” (Sic).
Chissà forse dovremo aspettare fino a quando ci sarà una visita ufficiale nel sud-est asiatico, per prendere atto della dissociazione di Napolitano dai suoi ex “compagni di merende”.

              

Pubblicato il 20/9/2007 alle 0.8 nella rubrica Miseria,Terrore e Morte.

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