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IL SINDACATO COME LA BULGARIA COMUNISTA.

Nelle mani dei lavoratori e dei pensionati c'è una grande responsabilità: con il loro sì al referendum si approverà il protocollo sul welfare e eviterà anche che salti il "banco".
Così si è espresso il segretario della CGIL,Guglielmo Epifani sul referendum dei lavoratori chiamati ad approvare il protocollo sul welfare nei prossimi giorni in un’intervista a Repubblica.
Queste dichiarazioni hanno scatenato l’ira del segretario della FIOM Cremaschi che accusa: “mi sento personalmente umiliato per come si sono ridotti Cgil, Cisl e Uil: il loro ruolo è quello di essere i 3-4 senatori mancanti per la maggioranza. Sono supplenti umilianti del governo. Ci sono gravi responsabilità da parte dei gruppi dirigenti per aver portato il sindacato ad avere un ruolo così marginale".
Un affondo durissimo quello di Cremaschi: Epifani ci dà ragione. Da tempo diciamo che questo accordo è un disastro, perché peggiora le condizioni di tanta gente. Non ci sarebbe nessuna ragione di firmarlo, se non quella di sostenere il governo. Purtroppo Epifani dice la verità - non che il voto dei lavoratori faccia cadere il governo, una sciocchezza - ma nel senso che questo accordo è stato fatto avendo in mente solo gli equilibri politici e non gli interessi reali del Paese.
"Questo apre un problema evidente nel sindacato, che non ha il compito di far cadere i governi ma nemmeno quello di sostenerli. Questa intervista dimostra che c'è un problema grande come una casa di autonomia del sindacato e che Epifani dà ragione a tutti coloro che nelle fabbriche dicono che il sindacato, a seconda di chi è al governo, cambia la propria politica. Basti pensare appunto allo scalone Maroni e alla legge 30, contro cui siamo scesi in piazza e che adesso sono rafforzati nell'intesa. L'intervista di Epifani è la più chiara affermazione delle ragioni del no". 
"Quella sul welfare è una consultazione dove nelle fabbriche può parlare solo il sì e il controllo del referendum è fatto dalle strutture per il sì. Quindi, la gestione è in mano solo al sì. I lavoratori non potrebbero neanche conoscere ufficialmente le ragioni del no. Poi, per fortuna, siccome viviamo nell'Occidente riusciamo a comunicare attraverso i volantini e internet. Ci sono infatti diversi spot su 'youtube' per il no. Questo modo di organizzare il referendum da parte del sindacato è un ultimo pezzo di socialismo reale, del tipo Bulgaria comunista. Se non ci fossero internet e i volantini, teoricamente potrebbe parlare solo una parte".
Cremaschi ha scoperto l’acqua calda, da tempo immemorabile ormai si dice e si ripete che la “trimurti sindacale” è una costola politica,arretrata e antistorica, capace soltanto di difendere rendite di posizione e  diritti acquisiti,ma che si guarda bene di occuparsi di coloro che quei diritti non li hanno e non li avranno mai.
Costoro sono i maggiori responsabili del “furto legalizzato” che stanno compiendo i padri nei confronti dei figli, basta citare per tutti la modifica dello scalone pensionistico che verrà finanziato con l’aumento dei contributi a carico dei lavoratori precari.
Questo sindacato è la vera palla al piede del nostro paese,sono riusciti a far ingoiare ai lavoratori lo scippo del TFR, l’aumento delle tasse in busta paga, e adesso ci provano,e sicuramente ci riusciranno,a far passare persino l’aumento dell’età pensionabile,cosa buona e giusta per carità, ma che dimostra, caso mai ce ne fosse ancora bisogno,l’assoluta inadeguatezza e politicizzazione di un sindacato che si muove o si immobilizza a seconda di chi governa.
Del resto basta ascoltare i lavoratori di Mirafiori che a fine turno escono dall’assemblea dove i rappresentanti sindacali sono stati accolti  a fischi e pernacchie : “Con Berlusconi saremmo scesi in piazza”.



Pubblicato il 1/10/2007 alle 17.4 nella rubrica Parole in libertà.

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