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VELTRONI? UNFIT FOR ITALY.

 IL CANDIDATO DEL COMPROMESSO.

C'era una volta la copertina con Silvio Berlusconi, "unfit for Italy", inadatto per l'Italia. Ora, invece, l'Economist riconosce che "per il compito formidabile di unire le forze del centro sinistra in Italia, Walter Veltroni è una scelta eccellente. Ma ciò di cui il Paese ha realmente necessita è di un primo ministro coraggioso abbastanza da aprire un'economia sorpassata come quella italiana a una competitività maggiore. E poco nel curriculum di Veltroni suggerisce che sia l'uomo giusto per questo compito".
"Quando gli è stato chiesto delle sue convinzioni religiose, Walter Veltroni ha risposto di credere di non credere. Il cinquantaduenne sindaco di Roma ha molte qualità, ma l'impegno risoluto non figura tra queste - prosegue il settimanale britannico - Il 14 ottobre ha vinto con una grande maggioranza le primarie per la leadership del nuovo Partito democratico italiano. Nessuno gli ha messo contro rivali forti, un riconoscimento che Veltroni è il candidato ideale per questo ruolo. È un dichiarato ammiratore del partito democratico statunitense - aggiunge l'Economist - e in particolare di John Kennedy. Inoltre, fu il primo leader di centro sinistra a pressare negli anni '90 per un movimento più ampio. La sua vittoria elettorale lo pone perciò come erede apparente del premier Romano Prodi".
"Ha provato il suo appeal elettorale - spiega il settimanale britannico - Nel 2006 quando corse per il secondo mandato come sindaco di Roma portò le preferenze accordategli dal 53 al 61%. Inoltre è una inusuale 'faccia giovane' in un Paese governato da leader anziani. Adora la retorica che guarda al futuro: nella sua campagna, infatti, il motto era una 'nuova stagione' e nella conferenza stampa dopo la vittoria ha promesso che il Partito democratico sara' una 'nuova forza' con un 'nuovo linguaggio'.
Per quattro anni ha diretto il quotidiano del Partito Comunista. Questa esperienza gli ha fatto capire, come nessun altro politico, l'importanza dei media. La sua vita, inoltre, è stata legata da sempre con la stampa e con le arti. È un avido fan di cinema, ha scritto più di una dozzina di libri - incluso un romanzo - ed è appassionato di jazz". 
"La più comune obiezione - aggiunge l'Economist - è quella che Veltroni sacrifichi i contenuti per l'immagine. Gianni Alemanno, candidato al Campidoglio l'anno scorso e 'stracciato' dall'attuale sindaco, ha detto che 'realmente non ha mai risolto nulla dei problemi fondamentali di Roma: i trasporti, la pianificazione urbana, l'edilizia e gli sprechi'". Su queste affermazioni ci sono due fronti. Chi è d'accordo con Alemanno e chi, invece, difende il sindaco. "Su un concetto invece sono tutti d'accordo - scrive l'Economist - la leadership di Veltroni è stata caratterizzata da una politica di conciliazione e dalla pratica vecchio stile tipicamente italiana dei compromessi. A questo proposito - conclude il settimanale britannico - va ricordato che a luglio una commissione investigativa dell'autorità competente ha reso noto che il consiglio comunale di Roma sotto Veltroni ha fissato le offerte per l'appalto di un grosso contratto nei trasporti pubblici, in modo da eliminare la concorrenza. Tanto che l'unico offerente è stato l'attuale fornitore di quei servizi". Non solo. "Quando il governo centrale ha esortato le autorità locali a liberalizzare le licenze dei taxi e i gli autisti romani hanno scioperato  illegalmente protestando anche in maniera violenta, Veltroni li ha trattati con i guanti bianchi. Ha aumentato le licenze, ma non di molto".

Rainews24

Chissà perché  i media italiani non danno il dovuto risalto a questo articolo,eppure quello che  l’Economist scrive,fino all’anno scorso era come il Vangelo, da prendere come esempio e da imitare da parte dei media italiani asserviti al potere, o sono io che ricordo male?
Ah già, dimenticavo che i media italiani non sono liberi, sono tutti controllati da Berlusconi.
E c’è una censura così soffocante che Rainews 24 ha omesso anche questo pezzo:
“Forse. Ma questo partito è anche erede di quelli che sono stati in circolazione sin dalla nascita della repubblica, negli anni Quaranta. Veltroni è stato nel cuore dei meccanismi della politica italiana per oltre trent'anni (è stato eletto consigliere comunista di Roma all'età di 21 anni). Poi entrò nel parlamento ed entrò nel governo (come vice primo ministro nel primo governo Prodi) all'età di 40 anni.
Qui il link all’articolo originale .



Pubblicato il 19/10/2007 alle 22.51 nella rubrica Politica.

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