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PARTITO DEMOCRATICO? SITUAZIONE COMICA.

Vi propongo l’intervista di Silvio Berlusconi rilasciata oggi al quotidiano Il Messaggero.

 

«La nostra democrazia è in pericolo: il governo e la sua maggioranza sono in piena dissoluzione, perché la sinistra è strutturalmente impossibilitata a governare. Non ci sono alibi per non ricorrere alla sovranità popolare, anche se qualcuno cerca di impedirlo. Siamo poi certi che il Capo dello Stato non si presterà a giochi di parte o manovre di palazzo». Lo ha detto il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, durante il suo intervento ad un convegno dei Liberaldemocratici europei, aggiungendo che «il partito unico è un sogno che intendo realizzare».

«Prodi è in balia di una sinistra anti-tutto». «Prodi è in balia di questa minoranza estrema, antagonista, anticapitalista, massimalista, antistato, radicale, anti-Stati Uniti, antieuropea. Una sinistra antitutto», sostiene Berlusconi, sottolineando come anche la politica estera del governo sia condizionata dai partiti della coalizione che «con orgoglio si dicono ancora comunisti. Nella prossima campagna elettorale lo diremo a tutti che la sinistra comunista determina tutte le scelte del governo». Berlusconi ha quindi ricordato che la sinistra, per esempio, considera gli extracomunitari «un valore da usare contro lo Stato borghese e contro la proprietà privata e gli imprenditori che giudica degli sfruttatori». Berlusconi ha accusato la sinistra per le critiche rivolte ai vescovi: «Secondo la sinistra radicale la Chiesa non dovrebbe parlare neppure per quanto riguarda le questioni coniugali o le coppie diverse da quelle tra un uomo e una donna. Vogliono che si ritorni alla Chiesa del silenzio».

«Da parte mia nessuna spallata». «Non ho tentato nessuna spallata. Spallata è un termine che non ho mai usato, è un termine usato dalla stampa, che non mi appartiene» ha precisato Berlusconi.

«Il Pd è la realizzazione postuma del compromesso storico». «Il Partito democratico è per gli ex comunisti la realizzazione postuma del compromesso storico- dice Berlusconi - Si salda così l'alleanza tra i comunisti e cattolici dossettiani che don Sturzo chiamava comunisti spuri. La verità, però, è che i comunisti hanno il ruolo chiave, mentre ai cattolici dossettiani è rimasto solo il ruolo di contorno. Gli autentici liberali non possono stare con loro».

«Loro al 38%? Danno i numeri». «Evidentemente stanno dando i numeri quando dicono che hanno già un consenso pari al 38 per cento - sostiene Berlusconi - Evidentemente non tengono vergogna anche quando presentano Veltroni come l'uomo nuovo della politica italiana, quando tutti sappiamo che non ha fatto altro in tutta la sua vita».

«Un leader "nuovo" quello del Pd? Ma se è in politica da 35 anni!». «Non so come andrà il Partito democratico, non intervengo in casa d'altri. Aspettiamo e vedremo - dice il leader di Forza Italia - Di certo c'è una grande comicità nel vedere qualcuno che è in politica da 35 anni che si presenta come la nuova politica e come tale viene recepito, per esempio da "L'Unità". E' indice della capacità della sinistra di modificare la realtà».

«Con Veltroni non approfitterò della mia maggior saggezza». Silvio Berlusconi ha ironizzato più di una volta sul neo-segretario del Pd, Walter Veltroni. «Non metterò mai in campo contro Veltroni - ha detto il leader di Forza Italia - la mia maggiore età e la mia migliore saggezza».

«La prossima volta sarà ancora più difficile governare». «La prossima volta sarà ancora più difficile governare per riparare i danni fatti da questo governo», dice Berlusconi, annunciando che sono già stati avviati i lavori dell'Officina per preparare il programma per il prossimo governo. Berlusconi ha anche annunciato la nascita dell'Università del Pensiero Liberale: «In Brianza abbiamo già acquisito lo stabile con l'aula magna, le aule, il campus. L'anno prossimo inizierà l'attività di questa università per la formazione dei giovani al pensiero liberale».

«La nostra politica è un atto di carità».Berlusconi ha paragonato la sua politica a quella della Chiesa cattolica, che la considera «un atto di carità». Berlusconi ha ricordato che al congresso del Pds di Torino, Veltroni tracciò l'evoluzione del suo partito: da comunisti a socialdemocratici per poi diventare liberali. «Insomma - ha commentato il Cavaliere - un percorso dove loro faranno sempre politica perché la considerano un mestiere, a differenza nostra che abbiamo l'idea della politica come un servizio per tutti, e la intendiamo come la Chiesa che la considera un atto di carità».

«Spero che la nostra riforma delle pensioni entri in vigore». «Spero che il disegno del governo fallisca e a gennaio la nostra riforma delle pensioni entri in vigore. Si tratta di una riforma che ha avuto il plauso dell'Unione europea, del Fondo monetario internazionale, dei mercati e delle agenzie di rating. La mia speranza è che il loro disegno fallisca e che non riescano a cambiare la nostra riforma» dice Berlusconi.

«Il tesoretto è merito nostro». «I vari tesoretti che il governo dice di aver trovato non sono altro che il frutto dell'azione del nostro governo - ha detto Berlusconi - La nostra strategia per ridurre le aliquote e combattere l'evasione fiscale ha dato i suoi frutti. Adesso loro fanno solo la politica "tassa e spendi"».

«La sinistra ama Veronica? Anche noi amiamo la Montalcini». Silvio Berlusconi ha ironizzato su Walter Veltroni che tempo fa aveva manifestato la propria ammirazione per la moglie Veronica Lario. «Noi - ha detto Berlusconi - amiamo il nostro premio Nobel in Senato Rita Levi Montalcini, così come loro a sinistra dicono di amare Veronica. Dicono: siamo per Veronica e non possiamo lasciarla al centrodestra. Non contenti dicono: non possiamo lasciare nemmeno Berlusconi al centrodestra. Non ancora contenti dicono: non possiamo lasciare nemmeno Berlusconi a Berlusconi».

«Mai messo un euro per acquistare un senatore». «Sarebbe un'offesa alla mia intelligenza, al mio passato, al mio presente e al mio futuro. Non ho mai messo sul piatto nemmeno un euro per acquistare un senatore - dice Berlusconi - E' vero che ho avuto colloqui con molti di loro con i quali ho parlato della situazione politica del nostro Paese. A loro ho spiegato che se in futuro sono intenzionati a fare ancora politica nello schieramento in cui si trovano ora difficilmente potrebbero farla». Berlusconi ha sostenuto che «si farebbe torto all'intelligenza di queste persone se si pensasse che siano cadute in questi errori». A questo proposito ha anche citato Giulio Andreotti: «E' un'offesa all'intelligenza di Andreotti pensare che abbia potuto ordinare l'omicidio di un giornalista di una piccola agenzia o che abbia avuto rapporti con la mafia, così come è accusato il presidente della Sicilia Cuffaro». A questo punto Berlusconi ha parlato anche di se stesso, dicendo che sarebbe un insulto alla sua intelligenza se veramente avesse corrotto i giudici, come sostenuto dall'accusa al processo Sme. «In quella vicenda - ha spiegato - io non c'entravo niente. Sono stato tirato dentro dal governo dell'epoca perché due aziende potevano essere svendute ad un prezzo non giusto».

 

28/10/2007



Pubblicato il 28/10/2007 alle 19.31 nella rubrica Silvio Berlusconi.

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