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L'EDITTO BULGARO.

«La Rai tornerà ad essere una tv pubblica, cioè di tutti, non partitica (...) come è stata durante l’occupazione militare della sinistra. L’uso fatto da Biagi, da quel... come si chiama? Ah Santoro e da Luttazzi è stato veramente criminoso e fatto con i soldi di tutti. Preciso dovere di questa dirigenza sia quello di non permettere più che questo avvenga»
Silvio Berlusconi, Sofia 18 aprile 2002

Come evince chiaramente Berlusconi chiede che la tv pubblica pagata con il canone da tutti i cittadini si attenga a criteri di obiettività e imparzialità,dopo lo scellerato uso che se ne era fatto nella precedente campagna elettorale,in palese spregio e violazione di ogni norma di legge e deontologica, da parte di giornalisti se non a favore di qualcuno,soprattutto contro qualcuno.
Non allontanamento o epurazioni,bensì il rientro nei canoni di professionalità e imparzialità che deve essere l’obiettivo di un servizio pubblico fatto con i soldi di tutti.
I principali fatti oggetto di contestazione:
-Enzo Biagi fu colpevole di aver deliberatamente violato le regole ospitando in campagna elettorale,in uno spazio dedicato all’approfondimento giornalistico Benigni, il quale fece un divertente comizio contro il capo dell’ opposizione (soltanto nelle dittature la propaganda di Stato attacca con la sua satira il capo dell’opposizione quando è tale,e quando è al governo,ma mai l’altra parte).
Della serie servi si,ma non sciocchi,cosa aveva a che fare un comico che improvvisava un comizio a senso unico con una trasmissione di approfondimento giornalistico?
Evidentemente a Biagi gli si era risvegliata l’anima partigiana.
-Daniele Luttazzi, approfittando del programma Satyricon, ospitò in campagna elettorale e in violazione di tutte le norme e senza contraddittorio , il giornalista Travaglio il quale fu invitato a leggere pagine di un libro in cui con il copia e incolla aveva messo insieme non le sentenze contro Berlusconi, ma tutte le accuse per le quali Berlusconi non è stato condannato, mancava solo la pedofilia,tanto che la Rai fu costretta a mettere a disposizione di Berlusconi uno spazio pari all’intera durata della trasmissione,Luttazzi era pagato dal servizio pubblico per farci ridere, magari mangiando merda, cosa che peraltro gli riesce benissimo,nessuno lo aveva autorizzato a far tenere comizi senza contraddittorio, al massimo si poteva supporre che avesse invitato Travaglio per far mangiare merda anche a lui,il che non guasterebbe.
-Santoro con la trasmissione il raggio verde,imbastiva processi con la ben nota “faziosità preventiva”,naturalmente senza contraddittorio, è rimasta famosa la telefonata in diretta di Berlusconi con “Santoro si contenga”.
Qui intervenne l’Authority: "L'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, contesta alla RAI, per la trasmissione "Il Raggio Verde", diverse volte il non rispetto della legge sulla Par Condicio, verificando la violazione dei: «principi della parità di trattamento, di obiettività, di completezza e di imparzialità».
Evidentemente qualcosa di poco attinente con i canoni di un servizio pubblico era successo.
Lascio a voi giudicare se un servizio pubblico può offrire trasmissioni e giornalismo di questo tipo.
La Rai,ovvero il servizio pubblico pagato da tutti ha bisogno di giornalisti preparati,professionali e soprattutto imparziali,non di "GUITTI&GIACOBINI DA OPERETTA", "PROTESI&CIABATTE DI PARTITO", giornalisti militanti, ideologicamente schierati o autoeletti rappresentanti della società civile,che vogliono imporre la loro visione dei fatti attraverso il protagonismo e la spettacolarizzazione titillando il peggio del paese ovvero i "bruti e gli informi di Nietzsche".
Quest'ultimo tipo di giornalisti,da un servizio pubblico, per dirla con Giuliano Ferrara,va cacciato a "CALCI IN KULO"!!!
Eppure non successe nulla di tutto questo,Santoro continuò ancora con le sue trasmissioni incorrendo diverse volte negli strali dell’Authority e la RAI fu costretta a promuovere sanzioni disciplinari nei suoi confronti,alla fine delle trasmissioni prese a canticchiarebella ciao” ma non certo per salire in montagna a combattere,bensì per farsi eleggere con un lauto stipendio al Parlamento Europeo, davvero una bella epurazione.
A Biagi invece, dopo che la sua trasmissione “il fatto” perdeva sistematicamente spettatori visto che l’orario era in coincidenza con “Striscia La Notizia” di Canale 5 e aveva un costo non indifferente,due miliardi di compenso annui solo per il giornalista più una redazione dedicata,gli fu offerta un’altra collocazione, per evitare che la frana di audience nella fascia pre-serale continuasse,ovvero un programma biennale, con dieci puntate in prima serata e venti puntate storiche da mettere in onda in seconda serata. Compenso: tre miliardi più le spese.
L’11 aprile del 2002 Biagi indisse una conferenza stampa per annunciare che accettava la nuova proposta. "Non ho problemi di orario – disse – posso fare un programma anche a mezzanotte…".
Poi cambiò idea e decise di vestire i panni del “martire” e così in un’altra conferenza stampa, annunciò così il suo gran rifiuto: "Non sono un uomo per tutte le stagioni".
Tuttavia, la Rai gli fece un’altra offerta, quella di riproporre sulla terza rete "Il fatto", lo stesso programma che aveva realizzato per Rai Uno. Nessuna censura, massima libertà, sarebbe stato il Biagi di sempre. Ma una lettera del legale del giornalista notificò alla Rai il rifiuto di questa seconda offerta.
In ogni caso si concluse felicemente infatti, la trattativa fra il giornalista e la Rai. A Biagi andò una buonuscita di un miliardo e mezzo; la separazione, come risulta dall’accordo ufficiale, fu "effettuata con il pieno consenso dell’interessato e con di lui piena soddisfazione".
"Non sono stato buttato fuori, al contrario ho raggiunto di mia iniziativa un accordo pienamente soddisfacente che gratifica sotto tutti i profili, morali e materiali, i miei 41 anni dedicati alla Rai".
Enzo Biagi Ansa 3 Gennaio 2003
Mai visto epurati così felici…..
Poi con l’aureola del martire l’anno scorso gli è stato offerto uno spazio su RAI 3 che questa volta,guarda caso gli è andato benissimo, e si è riscoperto non solo rancoroso ma addirittura misogino:
“Il modello del ricco e potente resiste nella città dei dané. La vittoria della Moratti è la vittoria dei padroni. E dimostra anche che la macchina elettorale funziona meglio a destra che a sinistra. Un tempo le signore si dedicavano al ricamo. La signora Letizia ha scelto la politica”.
Enzo Biagi-Repubblica 30/05/2006  Qui un commento di Gramellini sulla Stampa;
IL TALEBANO DELL'APPENNINO,ALTRO CHE QUOTE ROSA....
Adesso comunque riposi in pace.



Pubblicato il 9/11/2007 alle 17.51 nella rubrica Trinariciuti.

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