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RAI: ILLEGITTIMA LA REVOCA DI PETRONI.

È illegittima la revoca di Angelo Maria Petroni da componente del Consiglio di amministrazione della Rai. Lo ha deciso la III sezione ter del Tribunale amministrativo regionale del Lazio, presieduta da Italo Riggio. Accolte quindi le argomentazioni proposte da Petroni per contestare la sua revoca disposta dal ministero dell'Economia.
Il presidente della RAI Petruccioli, già sfiduciato anche lui dalla commissione parlamentare di vigilanza,parla di “fatto rilevante per la vita dell’azienda”.
Le motivazioni: "Lo stato di stallo in cui versava il Cda della Rai costituisce un pretesto addotto dal ministro per capovolgere l’attuale rapporto fra maggioranza e minoranza all’intero dell’organo collegiale": è uno dei passaggi della sentenza con la quale il Tar del Lazio ha accolto il ricorso di Angelo Maria Petroni contro la sua revoca dal Cda della Rai. Secondo i giudici amministrativi, la revoca è servita ad "assicurare - si legge nel provvedimento - la maggioranza alla componente che, pur essendo minoritaria, è rappresentativa delle forze politiche che sostengono l’attuale compagine governativa". Per tali motivi, il Tar ha ritenuto "fondata, perché adeguatamente documentata, la censura di carenza dei presupposti e di sviamento di potere" dedotta da Petroni sul presunto stallo dell’azienda di viale Mazzini.
In pratica è un “solenne ceffone” a Prodi e Padoa Schioppa, che avevano imposto la revoca di Petroni per sostituirlo con Fabiano Fabiani, che appartiene alla schiera dei “svenditori di statoex IRI che Prodi sta piazzando ovunque ci sia una poltrona disponibile.
Un fatto del genere richiederebbe le immediate dimissioni di Prodi e Padoa Schioppa, questo in un paese normale, ma non in Prodilandia, dove tutto si digerisce pur di mantenere le poltrone.

 

Pubblicato il 16/11/2007 alle 15.59 nella rubrica Immagini del giorno.

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