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DINI: NUOVA MAGGIORANZA PER NUOVO GOVERNO.

Il senatore Lamberto Dini insiste, durante la trasmissione tv 'Otto e mezzo, sul suo cavallo di battaglia delle larghe intese. La soluzione, sottolinea l'ex premier, potrebbe essere quella di raccogliere le grandi forze del paese per governare insieme.
"Io non accetterei. Non ho nessun interesse ad entrare nel governo, tanto piu' in un Prodi rimaneggiato". Lamberto Dini risponde cosi' quando gli viene chiesto se, con un eventuale rimpasto a gennaio, accetterebbe di entrare a far parte del governo. "Stando al governo non potrei piu' dire quello che penso. Preferisco continuare la costruzione del partito Liberal democratico".
"Ho votato la finanziaria per senso di responsabilità", ha aggiunto l'ex premier, ma "sono sempre più convinto che ci sia necessità di un cambiamento del quadro politico", perchè ciò che fa il governo "non è adeguato per consentire la ripresa economica e il risanamento". Nel dettaglio, Dini ha spiegato che "l'accordo sulle pensioni raggiunto coi sindacati è un buon compromesso" ma se il governo "dovesse cedere ad alcune pressioni" che stanno arrivando soprattutto da sinistra non esiterebbe a votare contro.
Dini ha parlato di un nuovo gruppo ha fatto i nomi di Scalera e D'Amico, e non ha detto no quando Giuliano Ferrara ha citato i 'dissidenti' dell'Unione Bordon e Manzione. "Lavoreremo al gruppo dalla prossima settimana".
Un'alleanza con Clemente Mastella e l'Udeur? "No, perchè con Mastella la pensiamo diversamente, in particolare sul futuro... Mastella mira a ottenere un chiarimento in questa coalizione, magari arrivando a un rimpasto, ma questa non è la mia ottica; la mia è superamento di questo quadro. Io non penso alla sopravvivenza". Parola di Lamberto Dini.
Adnkronos

Se possibile Dini è stato ancora più chiaro di quanto ha fatto in aula sfiduciando il governo,la sua prospettiva politica a cui sta lavorando si può riassumere così:
-No al governo Prodi e a un Prodi bis;
-No a un governo con la sinistra massimalista;
-Si a un governo di larghe intese o istituzionale che dia risposte al paese e che faccia le riforme strettamente necessarie,in primis la legge elettorale prima del voto;
E pensare che qualcuno è convinto che l’altra sera, durante la votazione sulla finanziaria, non sia successo nulla di “politicamente rilevante”…



Pubblicato il 17/11/2007 alle 1.52 nella rubrica Politica.

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