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FISSARE LA DATA DELLE URNE.

Occorre innanzitutto invertire l'ordine temporale dei fattori rispetto alle proposte che sino ad oggi la maggioranza ha fatto all'opposizione. Se non si parte dalla data entro la quale si considera conclusa, accordo o non accordo, questa legislatura, è evidente che sarà impossibile coinvolgere l'opposizione, ed in particolare Berlusconi. Occorre dunque fissare questa data assieme, e solo dopo delineare le due o tre cose da fare, sapendo sin da oggi che, se non si trovasse un accordo decente, comunque si andrebbe alle urne, e a decidere sarebbero i cittadini. Solo così sarà possibile configurare una legge elettorale che renda semplice quello che tutti i cittadini vogliono: una sana democrazia dell'alternanza in cui ci siano due schieramenti ,meglio due partiti, che si confrontano, l'uno vince e governa cinque anni, l'altro svolge l'altra funzione fondamentale di opposizione. Attenzione: ho detto governa, non fa finta di governare, o sopravvive a se stesso! Altrimenti per fortuna c'è il referendum.
Questo uno dei passaggi più significativi della lettera che il senatore dissidente Willer Bordon ha inviato al Corriere Della Sera, dove tra le altre cose si meraviglia di come non si prenda atto che non c’è più una maggioranza.
Sono perfettamente d’accordo con Bordon,se a Berlusconi gli si offre una data certa di conclusione della legislatura non avrà problemi a stringere un’intesa sulla legge elettorale e sulle 2-3 cose urgenti da fare prima delle urne.
In quanto alla meraviglia di una maggioranza che non c’è più, di questo bisogna ringraziare Fini e Casini,che di fronte al fatto di un governo sfiduciato in aula e votato solo per senso di responsabilità, sono riusciti a fare passare una chiara vittoria come una sconfitta di Berlusconi, ragionamento tipico dei bambini, ai quali se si dice in questi giorni ti faccio un regalo,ti rispondono o me lo dai oggi o non lo voglio più.
Costoro che sono dove sono,soltanto perché un giorno siamo passati noi e come la dea bendata gli abbiamo dato un bacio,adesso con il nuovo partito, potranno tranquillamente tornare dove erano prima,cioè ai margini della vita politica italiana.



Pubblicato il 19/11/2007 alle 15.30 nella rubrica Parole in libertà.

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