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IL CENTROSINISTRA AL GOVERNO HA FALLITO.

"Dobbiamo prenderne atto: questo centrosinistra ha fallito. La grande ambizione con la quale avevamo costruito l'Unione non si è realizzata...".
"Come vedo Prodi, mi chiede? Con tutto il rispetto, di lui mi viene da dire quello che Flaiano disse di Cardarelli: è il più grande poeta morente...".
Con queste testuali parole
il presidente della camera dei deputati Fausto Bertinotti apre e chiude una lunga intervista al quotidiano Repubblica in cui prende atto del fallimento del governo,”un governo che sopravvive ma che ha alimentato le tensioni e accresciuto le distanze dal popolo e dalla sinistra”.
Insomma comunque vada,per Bertinotti una stagione si è chiusa,altri significativi passaggi dell’intervista riguardano Berlusconi: "Senta, qui bisognerà prima o poi che un certo centrosinistra decida se il Cavaliere è un protagonista della politica italiana, oppure no. Io, che al contrario di Blair considero quanto mai attuale il cleavage destra/sinistra, penso che lo sia. Penso che sia un animale politico, che muove da processi reali di una parte della società, che incorpora l'antipolitica ma dentro una soggettività politica, chiaramente di destra. E penso che Berlusconi abbia preso atto della crisi del sistema e della crisi del centrodestra. Dunque, se rileggo le sue mosse, considero attendibile che anche lui, stavolta, cerchi un accordo per rinnovare il quadro politico-istituzionale",la legge elettorale: "Il sistema proporzionale, con clausola di sbarramento e senza premio di maggioranza, è una soluzione ragionevole", la cosa rossa: "Alla fine del percorso io voglio riconoscere al Pd il diritto a trovarsi gli alleati che vuole, ma voglio garantire a noi il diritto di tornare all'opposizione", un nuovo governo: "Un governo nuovo, riformatore, capace di rappresentare una drastica alternativa a Berlusconi, e di stabilire un rapporto profondo con la società e con i movimenti, a partire dai grandi temi della disuguaglianza, del lavoro, dei diritti delle persone: ecco, questo progetto non si è realizzato”.
A questo punto logicità vorrebbe che Bertinotti e la sinistra massimalista facessero seguire i fatti alle parole uscendo dal governo, ma dubito che molleranno le poltrone senza un profondo travaglio interiore.
Viene inoltre da chiedersi come mai solo ora ci si accorge dell’enorme distanza che questo governo ha dai cittadini e dai problemi della gente,probabilmente in questo anno e mezzo gli esponenti di governo e delle istituzioni hanno vissuto una realtà virtuale, quasi una “second life “.
Eppure i fischi e le pernacchie che stabilmente accompagnano le uscite dei ministri e del presidente del consiglio sono molto di più che semplici segnali di disagio e insofferenza, non a caso un allievo prediletto di Milton Friedman,Antonio Martino ha definito questo governo “il peggiore della storia italiana dai tempi di Nerone, e Nerone nel confronto non ne esce male”.



Pubblicato il 4/12/2007 alle 21.43 nella rubrica Parole in libertà.

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