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IL GIP CLEMENTINA FORLEO E’ INCOMPATIBILE.

Il magistrato che si occupava dell’inchiesta Bnl-Unipol, Clementina Forleo, è incompatibile con gli uffici giudiziari di Milano e con la sua funzione di gip,lo ha deciso all’unanimità la prima commissione del Csm.
Le denunce pubbliche del gip, da quelle televisive ad AnnoZero a quelle sulla stampa, per «interferenze ed intimidazioni istituzionali subite, non hanno trovato alcun riscontro», per il Csm. Ma hanno creato «un clima di allarme e sospetto» nell’opinione pubblica e una «situazione di grave disagio» nell’ambiente di lavoro della Forleo. Che, in questo modo, «ha compromesso la sua possibilità di svolgere le sue funzioni con piena indipendenza e autonomia». Per questo dovrebbe lasciare Milano e l’incarico di giudice monocratico, per entrare in organi collegiali.
Accuse pesantissime dunque, da cui sarà chiamata a difendersi il 18 dicembre prossimo, ma a questo punto la sanzione sembra inevitabile,così come sembra anticiparsi per il PM di Catanzaro De Magistris anche lui sotto inchiesta disciplinare dopo l’avocazione dell’inchiesta che ha tra gli indagati Romano Prodi e Clemente Mastella, ma prima potrebbe arrivare il trasferimento per incompatibilità.
Sia la Forleo che De Magistris erano i classici magistrati in "crisi di autostima" perché non comparivano sulle prime pagine dei media, e si sentivano in colpa perché non avevano fatto nulla per meritarsi le ispezioni ministeriali.
Fanno parte a pieno titolo di quella categoria di magistrati che si auto eleggono “rappresentanti della società civile” e che vogliono ” cambiare la società da dentro le istituzioni”(Sic).
E' difficile far carriera nell' ANM o in politica se si indaga sul delinquente o sui reati più comuni,dal punto di vista mediatico il politico rende molto di più,soprattutto se si è magari appoggiati da "guitti&giacobini da operetta"che titillano il peggio del paese,ovvero quelli che scaricano sui noti in generale e sui politici in particolare la loro mediocrità e le loro frustrazioni.
Non a caso ci tengono tanto alle loro inchieste e guai a chi gliele toglie,come se gli unici capaci di indagare fossero loro e non le altre centinaia di magistrati che ogni giorno fanno il loro dovere in silenzio.
Adesso che hanno raggiunto il loro scopo di visibilità speriamo che il CSM li trasferisca in qualche sperduta procura della Sardegna dove potranno dimostrare la loro abilità indagando sui furti di pecore a danno degli onesti allevatori.
Una domanda sorge però spontanea : “ chissà perché il CSM negli anni passati non ha preso gli stessi provvedimenti per altri magistrati che,per come e più della Forleo e De Magistris , il codice deontologico, riservatezza e professionalità erano un optional?
Chissà perché gli stessi provvedimenti non sono stati adottati nei confronti di magistrati che volevano “governi condivisi”,o si dichiaravano “3volte resistenti” giusto per fare qualche esempio?



Pubblicato il 6/12/2007 alle 16.17 nella rubrica Immagini del giorno.

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