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L’ARGENTINA E’ VICINA.

Calo record dei consumi di pane e di pasta, scesi rispettivamente del 7 e del 3,9 per cento in termini di volumi, dopo il rialzo dei prezzi. E' quanto emerge da una analisi della Coldiretti riferita ai dati Istat sul commercio al dettaglio ad ottobre. Su base annua la quantità di pane consumato per uso domestico dagli italiani e' scesa nel 2007 per la prima volta sotto il milione di tonnellate.
Ansa 20 Dicembre.
Tempo fa avevo scritto che i generi di prima necessità quali pane,pasta,latte ecc. erano ormai diventati “beni di lusso” ,oggi se ne ha la conferma e mi secca tantissimo scoprire che avevo ragione su un argomento come questo.
Che questo sarebbe stato un Natale povero si sapeva da un pezzo, ma nessuno credo potesse immaginare che la gran parte degli italiani si riscoprissero improvvisamente più poveri dopo l’arrivo delle gratifiche natalizie e il conguaglio fiscale di fine anno, tutti i lavoratori dipendenti di ceto medio e medio basso si sono accorti di quanto è cresciuta la pressione fiscale, un micidiale mix tra effetto delle aliquote più alte e del mutato sistema di detrazioni e l’aumento delle addizionali comunali e regionali(che il precedente governo aveva bloccato), un fenomeno di tosatura denunciato dai sindacati di tutte le categorie, dai poliziotti agli insegnanti, ai ferrovieri, agli statali, ecc. ecc.
Ormai da un pezzo siamo alla sindrome della “terza settimana”, oltre al calo dei consumi dei generi di prima necessità, si scopre che un italiano su due non riesce a mettere da parte nemmeno un euro durante l’anno e oltre gli alimentari,con i rincari previsti già dal prossimo gennaio su trasporti,energia e riscaldamento che le associazioni dei consumatori stimano incidere oltre mille euro a famiglia per anno la situazione non potrà che peggiorare senza contare lo strozzinaggio dei mutui, l’ADUSBEF stima che l’indebitamento delle famiglie si è raddoppiato rispetto agli scorsi anni, in questo contesto il clima di sfiducia nelle aziende e nelle famiglie è ai massimi livelli.
Dopo solo diciotto mesi il governo Prodi del “tassa e spendi” ha stremato e impoverito il paese, se continua così davvero non è utopico immaginare l’assalto ai supermercati come nell’Argentina di qualche anno fa, speriamo se ne vada prima che succeda.





Update 22/12/2007 : NATALE SENZA CENONE PER UN ITALIANO SU TRE.
L’ADOC stima che non tutte le famiglie avranno un Natale pieno di esagerazioni culinarie. Anzi, una famiglia su tre rinuncerà del tutto al tradizionale cenone. E sarà costretto a un «cenino».
La colpa, secondo l'associazione dei consumatori, è tutta di altre esagerazioni: quelle dei prezzi, in folle rialzo. Con un risultato immediato: sulle tavole degli italiani ci sarà meno pesce, meno lenticchie e meno frutta secca, piatti tipici del Natale. L'impennata dei prezzi alimentari, che ha determinato il notevole calo dei consumi in questi ultimi tempi, si farà sentire anche nelle feste. Nel solo mese dicembre i prodotti alimentari «natalizi» sono rincarati mediamente del 10%. L'indagine, condotta per Adnkronos da 200 volontari dell'Adoc, ha evidenziato che i gamberoni sono rincarati addirittura del 61,6% e le lenticchie di oltre il 20%. Preoccupanti anche i prezzi massimi registrati per i datteri, acquistabili anche a 3,70 euro (+67% rispetto al prezzo medio), il baccalà a 15 euro (+30,3%) e le noci a 8 euro (+56%). In rialzo anche prodotti tipici regionali come il pesce spada (+21,9%), il capitone (+9,1%), la cassata (+5,6%) e le olive all'ascolana (+3%).
Corriere Della Sera

Pubblicato il 20/12/2007 alle 17.30 nella rubrica Politica.

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