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UN AFFARE I RADICALI NEL PARTITO DEMOCRATICO?

L’accordo tra il PD e i Radicali di Bonino e Pannella con l’ingresso di nove di loro nelle liste del partito di Veltroni, rischia di trasformarsi in un boomerang per quest’ultimo.
La componente cattolica del PD guarda infatti a questo accordo con sospetto e preoccupazione, la teodem Binetti si dice amareggiata per la presenza sia dei Radicali che di Veronesi nelle liste del PD, rincara la dose Rosy Bindi : “Se sono coerenti - spiega parlando dei Radicali - non dovrebbero firmare il programma e non dovrebbero candidarsi rinunciando alle loro idee, chiedo a Emma Bonino di stare nelle nostre liste da ministro e non da radicale”, Castagnetti boccia l’intesa chiedendo adeguate garanzie e anche i vari Carra ,Fioroni ecc. si dicono preoccupati tanto che Veltroni ha dovuto rassicurarli personalmente, spiegando che il partito ha l’ambizione di far convivere culture diverse e che comunque sarà valido il programma già definito e il manifesto dei valori.
Il valore aggiunto dei radicali nelle liste del PD è stimato in un punto circa, ne sarà valsa la pena?
Anche perché Avvenire ,il giornale dei vescovi italiani, ha giudicato molto negativamente l’ingresso dei radicali nelle liste del PD, addirittura “un pasticcio veltroniano in salsa pannelliana” è stato definito da Famiglia Cristiana, una cosa è certa il voto cattolico progressista adesso è a forte rischio.
E poi la storia insegna che i radicali sono come i cuculi, sistematicamente distruggono il nido dove alloggiano, basti pensare all’ultima esperienza della Rosa Nel Pugno, al posto di Veltroni sarei seriamente preoccupata
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Pubblicato il 27/2/2008 alle 1.12 nella rubrica Immagini del giorno.

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