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E IL CARAVANSERRAGLIO E’ SERVITO…

Non ci fottete, vogliamo vedere fin dove siete capaci di arrivare”, così Marco Pannella ha inveito contro Veltroni e il Partito Democratico nella conferenza stampa convocata d’urgenza alla camera invocando il rispetto dell’accordo con il PD su nove candidati radicali in posizione “protetta e privilegiata”.
Il tutto nasce dal fatto che almeno tre dei nove candidati Radicali hanno poche o nulle possibilità di essere eletti vista la posizione che occupano in alcune liste circoscrizionali del PD, in Friuli,Basilicata e Lazio, e le liste sono state chiuse senza che Emma Bonino,nonostante le assicurazioni avute, abbia potuto visionarle, di riaprirle non se ne parla dato che non si può tornare indietro, visto che Veltroni ha annunciato trionfalmente di aver chiuso le liste con una settimana di anticipo sul termine stabilito.
I Radicali, però, non si arrendono,in un intervento pubblicato da Notizie radicali, Pannella chiede che le nove candidature - numero accettato dal Pd - “siano poste prudenzialmente almeno dopo le prime o primissime candidature di ogni lista e, comunque, ciascuna in almeno due diverse circoscrizioni, almeno una delle quali dovrebbe essere prescelta fra le 12 più popolose del paese”.
Il caso Radicali è esploso stamani, quando la Bonino ha dichiarato: “Non intendo candidarmi in Piemonte. Non sono un soprammobile, da loro sbrecciato, che si può prendere e spostare dove vogliono”. Per la Bonino i metodi di Veltroni sono “sempre meno accettabili”. Tanto che - minaccia dai microfoni di Radio Radicale - “non sono certa che valga la pena di essere candidata in qualche parte”. Immediata la replica di Veltroni, impegnato nella registrazione della puntata di Porta a Porta: “A quanto mi risulta i nove eletti Radicali ci sono. Non ho letto le dichiarazioni di ma sono sicuro che staranno approfondendo la questione quelli che se ne stanno occupando”. Per la Bonino, però, “non c’è niente da negoziare, non c’è il rispetto per noi stessi. Non tollero qualsiasi trattativa da suk”. Il Pd si è dimostrato “inaffidabile”. L’esponente radicale ha concluso con una stoccata: “Noi abbiamo firmato il programma, ma sappiamo che i programmi sono fatti per essere disattesi da chi li fa”.
Anche l’altro alleato del PD,Di Pietro, si sta muovendo alacremente, candidando nelle sue liste il meglio degli “autoeletti rappresentanti della società civile” , da Pancho Pardi a Giuseppe Giulietti, ovvero dei conclamati campioni anti berlusconiani.
Insomma non si è avuto nemmeno il tempo di mettere alla prova l’ingresso dei Radicali del PD che già partono le accusa di “ inaffidabilità” e “metodi inaccettabili”, davvero non male per coloro che parlavano di “coalizioni confusionarie” ,
e il caravanserraglio è servito…





Update: Pannella inizia lo sciopero della sete.

Pannella ha annunciato l’inizio di uno sciopero della sete sulla questione del patto siglato con il Pd per i nove eletti radicali. "Il rispetto della parola è un fondamento della stessa legge. Vale la pena dare corpo alla sete di questa esigenza", ha spiegato Pannella.
"Credo che a noi Radicali accade quello che accade a milioni e milioni di italiani. In un paese in cui come sappiamo la legalità viene negata, in un paese che non mi stanco di ripetere non è democratico, non è democratico, non è democratico, non è uno stato di diritto, non ci dobbiamo sorprendere quindi se si viene meno alla parola data o si tenta di farlo".

Pubblicato il 5/3/2008 alle 2.15 nella rubrica Parole in libertà.

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