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SENZA POLTRONE NON RESISTONO

Due anni fa,con 24.000 voti in più alla camera e 250.000 voti in meno al senato hanno arraffato secondo i loro desiderata le prime tre cariche istituzionali della Repubblica, ora che hanno subito una “sonora sconfitta” con oltre tre milioni di voti di scarto sia alla camera che al senato, Veltroni&C pretendono la presidenza di una delle due camere , ma è assolutamente contro ogni logica che gli sconfitti siano rappresentati in due cariche su tre, e pertanto bene ha fatto Berlusconi a ribadire un secco no.
Ma adesso c’è un nuovo caso, con la candidatura e l’elezione al parlamento italiano del vice presidente UE con delega alla giustizia,Franco Frattini,nominato a suo tempo dal governo Berlusconi, che ricoprirà l’incarico di ministro degli esteri del nuovo governo, si dovrà procedere alla sua sostituzione in seno alla commissione UE.
Con la fame di poltrone che si ritrovano il presidente del consiglio dimissionario,Prodi, ha fatto sapere che la nomina spetta al suo governo, anzi ha precisato di aver inviato a Berlusconi un elenco di 5 nomi condivisi(Sic) ,ma ancora non ha ricevuto risposte, questo mentre Veltroni dice che il nuovo commissario non potrà essere del PDL e Amato addirittura si spinge a fare il nome di Emma Bonino.
Questi non hanno capito nulla, intanto non si procede a nessuna nomina perché Frattini non essendo stato ancora convalidato come eletto nel nuovo parlamento, naturalmente non si è dimesso ed esercita le sue funzioni a Bruxelles, quando si riuniranno le nuove camere opterà ancora per l’incarico UE per dimettersi quando sarà nominato ministro, e il nuovo commissario sarà nominato dal nuovo governo,anche perché è utile che, commissario con una delega così importante come la giustizia, sia qualcuno di assoluta fiducia di Berlusconi.
Veltroni e il partito democratico pensino a fare opposizione costruttiva e proposte nell’interesse del paese, anche perché in due anni di governo Prodi non basta un intero “poltronificio” per tutte le nomine fatte e rifatte, basti pensare per esempio a Rovati fatto dimettere da consulente di Palazzo Chigi per il caso Telecom e successivamente nominato commissario per il Kazakistan.



Pubblicato il 18/4/2008 alle 16.58 nella rubrica Politica.

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