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A ROMA LA SINISTRA HA PAURA

Dopo l’aggressione,il ferimento e la violenza alla giovane studentessa africana originaria del Lesotho,da parte di un balordo romeno fortunatamente arrestato dai carabinieri,grazie a due cittadini che hanno prontamente fatto intervenire le forze dell’ordine, il problema della sicurezza a Roma è al centro della campagna elettorale che domenica prossima vedrà al ballottaggio Rutelli e Alemanno.
La dinamica dell’aggressione ricalca in modo preoccupante quella della povera signora Reggiani aggredita e uccisa a Tor di Quinto , sempre da un romeno dopo essere uscita da una stazione ferroviaria lo scorso ottobre, fortunatamente in questo caso la ragazza è fuori pericolo.
Questo però dimostra che a cinque mesi dall’omicidio Reggiani che indignò l’opinione pubblica,nulla è stato fatto, gli accampamenti dove vivono questi balordi sono sempre al loro posto,e il decreto sicurezza emanato dal governo Prodi nel dicembre scorso è decaduto per gli insanabili contrasti nell’ex maggioranza seppur fortemente edulcorato rispetto a quello che sarebbe servito.
La “politica delle porte aperte” del governo Prodi e del partito democratico ha prodotto questi risultati, è stato un gravissimo errore non applicare nei confronti dei nuovi stati aderenti alla UE una moratoria al flusso degli immigrati così come aveva fatto il governo Berlusconi,con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti, Roma è diventata come Calcutta, con la favelas nelle periferie e lungo il Tevere ,dove si aggirano centinaia di balordi pronti a tutto, questo il modello di Rutelli e Veltroni,fortunatamente l’Italia non diventerà come Roma.
Il candidato sindaco del PDL Gianni Alemanno ha annunciato che se sarà eletto in occasione della prima riunione di giunta, approveremo una delibera comunale per destinare le risorse necessarie affinché vengano dispiegate tutte le forze dell'ordine e della polizia municipale nelle aree a rischio. Vogliamo un raddoppio di organico della polizia municipale che possa essere una polizia di prossimità", e a seguire lo sgombero di tutti i campi abusivi, questo in attesa che dal nuovo governo arrivi subito un decreto sicurezza che riscriva le regole per le espulsioni.
Rutelli invece ricandidato a sindaco di Roma, nonostante una condanna definitiva per la restituzione di oltre un miliardo di vecchie lire da parte sua e della giunta da lui guidata per “consulenze facili agli amici”, accusa Alemanno di soffiare sul fuoco(Sic) ,ma di proposte concrete nemmeno l’ombra.
A Roma la sinistra ha paura di perdere, probabilmente Rutelli ce la farà, ma se la fanno sotto dalla paura, rispetto a due anni fa,quando Veltroni fu eletto sindaco al primo turno con il 61% dei voti, Rutelli ha preso oltre 15 punti in meno, e se dopo la sconfitta alle politiche nazionali, regionali con la perdita del Friuli e la sconfitta e il distacco di oltre 30 punti in Sicilia, perdessero anche a Roma, il partito democratico e Veltroni imploderebbero con conseguenze inimmaginabili.
Non a caso Veltroni con una lettera si appella ai Romani per sostenere Rutelli che rappresenta la “continuità” (Sic), poi ha chiesto a Casini i voti dell’UDC e infine ha fatto scendere in campo un “vecchio trombone comunistacome Ingrao che fa appello alla sinistra radicale affinché non diserti le urne contro la destra reazionaria di Berlusconi, e meno male che andavano da soli.
I rappresentanti dell’UDC di Roma hanno sconfessato intanto la posizione del partito espressa da Cesa, Casini e Buttiglione che avevano lasciato libertà di voto agli elettori e si sono schierati con Alemanno, staremo a vedere come finirà.








Pubblicato il 20/4/2008 alle 19.56 nella rubrica Politica.

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