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IN CERCA DI MARTIRIO

Ce la stanno mettendo tutta, il disegno è chiaro, vogliono creare l’incidente per essere rimossi o fortemente ridimensionati e così ergersi a “vittime del regime” , guadagnandosi i galloni di “martiri della libera informazione” con tutto quello che consegue al martirio e al vittimismo, ovvero posti sicuri magari da parlamentari europei, incremento di vendite di libri e materiale di prima mano direttamente dalle procure, accuratamente confezionati con sapiente “taglia&cuci” , comizi con vaffa in libertà ecc.ecc. , titillando dunque il “peggio del paese” , una massa di “ignoranti nell’anima” , “odiatori di professione”, perché nell’altrui compiutezza e appariscenza costoro scaricano le colpe e le frustrazioni della loro mediocrità, e naturalmente portano lauti guadagni,una storia purtroppo già vista.
Di chi sto parlando? Ma naturalmente dei Travaglio,Santoro,Grillo e tutta la compagnia dei “guitti&giacobini da operetta” che, con l’arrivo di Berlusconi al governo sta spingendo sull’acceleratore per creare l’incidente , per rendersene conto basta riguardare le ultime puntate di “anno zero”.
L’ultima provocazione è avvenuta nella trasmissione Che Tempo Che Fa condotta da Fabio Fazio su RAI 3 dove Travaglio ha accusato il neo presidente del senato Schifani di frequentare condannati per mafia, quando queste frequentazioni avvenivano ben 18 anni prima che queste persone fossero indagate e condannate e altre contumelie all’indirizzo della seconda carica dello stato che potete ascoltare nel video.
Naturalmente a Schifani è arrivata la solidarietà di tutto il mondo politico ad eccezione di Di Pietro, nonché le scuse della Rai lette in diretta da Fazio, e anche l’autorità per le comunicazioni medita di prendere provvedimenti.
Che fare dunque? Con le loro esternazioni Travaglio, Santoro & C. non fanno altro che aumentare il consenso verso Berlusconi e il Popolo Della Libertà, le ultime elezioni sono state l’esempio più eclatante, non conviene quindi cacciarli e dare loro il martirio, anche se la tentazione è forte visto il pessimo utilizzo del servizio pubblico pagato dal canone di tutti i cittadini, usato per lanciare accuse gratuite senza contraddittorio.
Secondo me conviene farli cuocere nel loro brodo e colpirli nel portafoglio,ossia usare multe salatissime che devono essere pagate non dalla RAI e quindi da tutti i cittadini, bensì dai conduttori e dagli ospiti delle trasmissioni incriminate, queste possono essere decise sia dalla commissione disciplinare RAI, sia dalla Autorità per le comunicazioni, così magari anche la maggioranza degli utenti saranno contenti e si potranno fare delle “ grasse risate” alle spalle di costoro.








Pubblicato il 12/5/2008 alle 17.1 nella rubrica Immagini del giorno.

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