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INVOCHIAMO L’AIUTO DI DIO

Le sfide, signor Presidente, cari colleghi, sono sempre anche delle scommesse, degli azzardi. E ad aiutare tutti noi, invochiamo l’aiuto di Dio. Speriamo anche di avere fortuna. Ma la fortuna, lo sappiamo bene, non viene incontro a chi fa vita pubblica se non è incoraggiata, invitata con pazienza, forse anche sedotta e ammaliata da una buona dose di coraggio e di virtù.
Con forte responsabilità ma anche con grande gioia per il compito che gli italiani ci hanno affidato, auguro sinceramente buon lavoro a noi del governo e della maggioranza e a voi tutti colleghi dell’opposizione.
E auguro a chi ci ascolta fuori da quest’aula di ritrovare l’orgoglio di sentirsi italiani, la fiducia in questa Nazione e l’amore per le nostre cento città. Auguro a tutti gli italiani di riprovare e condividere l’ammirazione che un’Italia in robusta ripresa e in corsa per i suoi primati saprà suscitare in futuro intorno a sé.
Vi ringrazio, viva il Parlamento, viva l’Italia!
Questo il finale del discorso del Presidente Silvio Berlusconi pronunciato oggi alla camera dei deputati con il quale ha chiesto la fiducia al governo.
Un discorso di grande apertura al dialogo con l’opposizione, in cui ha detto “basta con i teatrini,lavoriamo”, e allora anche il governo ombra del partito democratico può aiutare nel confronto di idee che guardi all’esclusivo interesse del paese.
Non miracoli, ma la realizzazione di piccole e grandi cose, dall’emergenza rifiuti all’Alitalia,dal taglio dell’ICI sulla prima casa al rafforzamento del potere d’acquisto dei salari, dalla sicurezza alla crescita rivolta a tutti gli aspetti del vivere comune rilanciando il paese e suoi talenti.
Il discorso è stato interrotto 27 volte anche con applausi bipartisan.







Pubblicato il 13/5/2008 alle 17.6 nella rubrica Immagini del giorno.

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