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ECCO CHI STA CON I FANNULLONI

La CGIL ha abbandonato il tavolo convocato dal ministro Brunetta per sottoporre il piano di riforma della pubblica amministrazione, piano annunciato nei giorni scorsi dal ministro che si propone di combattere l’inefficienza della pubblica amministrazione ,ottimizzando personale e risorse, combattere e licenziare fannulloni e imboscati che non fanno il loro dovere, premiare e incentivare i più meritevoli, fare in modo che la P.A. diventi una risorsa per il paese e non una palla al piede.
Adducendo “motivi formali” , ovvero la partecipazione di un solo rappresentante per ogni componente sindacale e una risposta entro 48 ore ,il rappresentante della CGIL dopo solo dieci minuti di preliminari di discussione si è alzato e ha lasciato i lavori, il ministro Brunetta non è apparso particolarmente preoccupato: “ il 95% degli italiani sono con me”.
Ma non è finita qui, Epifani dopo la rottura non manca di minacciare governo e confindustria: “«Si abbia la volontà e capacità di ascolto, in caso contrario il dialogo non può funzionare e prima o poi finirà», viene spontaneo chiedersi come si fa ad ascoltarli se abbandonano i tavoli di discussione.
Fatto stigmatizzato anche dai leader di CISL e UIL ,Bonanni e Angeletti : “ si fa male da solo”.
Epifani,dopo aver fatto campagna elettorale , non ha mancato di dichiarare la sua “contrarietà” ai primi provvedimenti del nuovo governo, ovvero no all’energia nucleare, no alle nuove norme sull’immigrazione clandestina, no all’abolizione dell’ICI, alla detassazione degli straordinari, ecc. ecc. , insomma un no su tutto,e fa niente se questi provvedimenti sono ampiamente condivisi dalla stragrande maggioranza degli italiani,compresi coloro che hanno votato a sinistra, e se una gran parte degli iscritti alla GCIL ha votato PDL e Lega Nord perché non si sentono più rappresentati da questo sindacato obsoleto e antimoderno.
I sindacati, ha detto Epifani, chiedono al governo «un intervento fiscale redistributivo su tutti i redditi da lavoro dipendente e da pensione pari a circa 400 euro a testa per sostenere la domanda in una fase di difficoltà crescente del potere d'acquisto di lavoratori e pensionati».
Una proposta che si commenta da sola, che si tradurrebbe nel dare un euro al giorno a tutti, senza risolvere alcun problema, e che non affronta i problemi legati alla produttività alla quale devono essere legati salari,stipendi e premi.
Dopo aver rottamato la sinistra massimalista, se vogliamo modernizzare l’Italia, è ora di isolare e rottamare questo sindacato ideologico che difende privilegi e rendite di posizione, fa politica attiva, non certo in linea con i nuovi problemi del paese, distante dal “sentire comune” , altrimenti non se ne esce più.





Pubblicato il 29/5/2008 alle 16.15 nella rubrica Parole in libertà.

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