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LA RIVOLUZIONE DI BRUNETTA

Parte la rivoluzione decisa dal ministro Brunetta, che ha come obiettivo primario combattere l’inefficienza della pubblica amministrazione ,ottimizzando personale e risorse, combattere e licenziare fannulloni e imboscati che non fanno il loro dovere, premiare e incentivare i più meritevoli, fare in modo che la P.A. diventi una risorsa per il paese e non una palla al piede.
Ieri dunque il ministro ha consegnato la sua bozza di riforma , o meglio piano industriale come invece ama definirlo,ai rappresentanti sindacali dove sono previste novità formali e sostanziali di assoluto rilievo per la pubblica amministrazione e i suoi dipendenti.
Se un dipendente pubblico si da' malato e invece sta benissimo, si macchia di reato di truffa aggravata, non solo, ma rischia il posto anche chi, in esubero, non accetta di essere trasferito. Per quanto riguarda i falsi malati, le sanzioni coinvolgono anche i medici di famiglia: il Governo ne prevede il licenziamento, se pubblici dipendenti, qualora attestino il falso.
Premi di produttività in base a qualità di prodotto e servizi, sanzioni più efficaci, con la definizione delle violazioni da licenziamento, compreso scarso rendimento e falsa attestazione di malattia. Poteri manageriali ai dirigenti e riforma della contrattazione con revisione della durata dei contratti e II livello legato alla situazione dell'ente.
Quattro, dunque i punti su cui si concentra la riforma proposta da Brunetta: la cultura della valutazione, modifica della disciplina delle sanzioni, riorganizzazione della dirigenza pubblica e riforma della contrattazione collettiva. Le norme in questione confluiranno in un DDL che introdurrà i principi di riforma del lavoro e della contrattazione pubblica a cui si ispireranno i decreti attuativi che saranno adottati dal Governo entro sei mesi dall'approvazione della legge delega.
Meritocrazia, premialità e trasparenza costituiranno il filo conduttore della riforma al fine di migliorare la qualità dei servizi e dei prodotti offerti dalla Pa. Per quanto riguarda la cultura della valutazione, la produttività sarà direttamente commisurata ai risultati ottenuti. La valutazione su produttività e standard qualitativi dei servizi sarà affidata a un organismo centrale istituito presso il ministero al fine di garantire omogeneità ed efficacia delle valutazioni.
La disciplina delle sanzioni prevederà la definizione delle violazioni che danno luogo al licenziamento, comprese quelle per scarso rendimento e falsa attestazione di malattia, che diventa reato di truffa aggravata. Saranno inoltre semplificati e accelerati i procedimenti disciplinari e saranno rafforzati i sistemi dei controlli medici durante le assenze per malattia dei dipendenti. Al riguardo la bozza di riforma prevede la possibilità di licenziare il medico, se pubblico dipendente, nel caso di false attestazioni. Quanto ai poteri manageriali dei dirigenti, è prevista una loro maggiore responsabilità in caso di scarso rendimento individuale o della struttura diretta. La progressione della carriera si baserà inoltre su procedure di selezione di tipo concorsuale e a valutazioni più stringenti. La riforma della contrattazione collettiva contempla una riduzione dei comparti e delle aree di contrattazione delle amministrazioni centrali, la revisione della durata dei contratti collettivi e l'allineamento tra regolamentazione giuridica e regolamentazione economica dei contratti. È infine previsto il riordino dell'Aran, l'agenzia per la contrattazione nel settore pubblico.
Che dire? Se si riuscirà ad approdare a una riforma simile sarà davvero una rivoluzione nella mentalità e nelle abitudini della pubblica amministrazione, e allora forza ministro Brunetta, probabilmente proveranno a mettere i bastoni tra le ruote i soliti noti,coloro che difendono i privilegi acquisiti, a cominciare dalla trimurti sindacale, ma se il buongiorno si vede dal mattino non si farà certo condizionare,anche perché sa che, la stragrande maggioranza degli italiani,compresi coloro che nel pubblico impiego vorrebbero far di più ed essere pagati meglio sono tutti con lei.





Pubblicato il 5/6/2008 alle 17.55 nella rubrica Politica.

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