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ITALIA MILITARIZZATA?

Sarà inserito nel decreto sicurezza in votazione da martedì al senato l’emendamento che prevede l’utilizzo di 2500 militari a disposizione dei prefetti per combattere la criminalità, frutto dell’accordo tra i ministri dell’interno Maroni e quello della difesa La Russa.
L’utilizzo dei militari deve essere, intanto, motivato da «specifiche ed eccezionali esigenze». È prevista nelle «province comprendenti aree metropolitane e comunque densamente popolate ». I militari, come accadde nell'operazione Vespri Siciliani del 1992, avranno «le funzioni di agente di pubblica sicurezza »: potranno fermare, identificare e perquisire persone e mezzi, se c'è il sospetto di comportamenti «che possono mettere in pericolo l'incolumità di persone o la sicurezza dei luoghi vigilati». Ma per completare gli accertamenti e per le funzioni di polizia giudiziaria dovranno passare la mano a carabinieri, poliziotti o finanzieri.
Il principale esponente dell’opposizione,Veltroni, e il partito democratico si dichiarano contrari, perché secondo loro non c’è nessuna emergenza, e si da un immagine catastrofica del paese, di rischio militarizzazione parlano Di Pietro e Casini.
Innanzi tutto c’è da osservare che l’eventuale utilizzo dei militari sarà deciso autonomamente dai prefetti, 2500 soldati poi, mi sembrano pochi per militarizzare l’Italia, la presenza dei militari più che altro serve dove sarà prevista, soprattutto per presidi fissi, e comunque a livello psicologico ha l’effetto di restituire un minimo di tranquillità ai cittadini che a stragrande maggioranza sono a favore del provvedimento.
Le pesanti sconfitte subite sembra invece che non abbiano insegnato nulla alla sinistra, continuano a non comprendere le preoccupazioni e le paure dei cittadini, al loft e nei terrazzi non si avvertono questi problemi.





Pubblicato il 15/6/2008 alle 21.35 nella rubrica Parole in libertà.

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