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SE QUESTO E’ UN GIUDICE

"Chi governa il paese non può denigrare e delegittimare i giudici e l'istituzione giudiziaria quando è in discussione la sua posizione personale" così ha abbaiato il presidente dell’ANM, il sindacato delle toghe Luca Palamara di fronte alla presa di posizione di Silvio Berlusconi e dei suoi legali che hanno proposto “istanza di ricusazione” per “grave inimicizia” nei confronti del Presidente del tribunale di Milano ,Nicoletta Gandus , impegnata nelle sue funzioni nel processo Mills che vede imputato il Premier.
Giusto, chi governa il paese non può delegittimare i giudici, sono d’accordo, ma perché mi chiedo, allora l’ANM o CSM non latrano allo stesso modo , quando sono i magistrati a delegittimare chi governa, ed è successo infinite volte?
Mi sembra una domanda più che legittima, alla quale probabilmente c’è una sola risposta, la casta dei magistrati non è abituata a mettersi in discussione.
Ci risiamo dunque,si è probabilmente aperto un altro capitolo di quella guerra, iniziata nel 1994 tra Berlusconi e una parte della magistratura che si propone il compito di “cambiare la società da dentro le istituzioni” e quindi senza nessuna remora fa politica attiva.
Il giudice di cui Berlusconi e i suoi legali hanno proposto la ricusazione per “grave inimicizia” è appunto uno di quei magistrati che si sono “autoeletti rappresentanti della società civile” e continuano la tradizione, o almeno tentano, dei Di Pietro,Colombo, Borrelli, Davigo ecc.
Nicoletta Gandus che era già assurta a una certa notorietà per aver partecipato al social forum di Porto Alegre nel 2002 come rappresentante di magistratura democratica, in piena campagna elettorale,nel 2006 , sottoscriveva il manifesto-programma del Procuratore Armando Spataro in cui si chiedeva di cancellare le leggi del governo Berlusconi che hanno “devastato il nostro sistema giustizia” e l’assunzione di tale impegno “è condizione e garanzia irrinunciabile perché, come giuristi e come cittadini, possiamo confidare nella volontà degli eletti di ripristinare effettivamente, non solo in questo campo, le regole fondamentali della democrazia” (Sic).
E ancora:” ridare dignità ai governanti e ai rappresentanti politici ed ottenere la partecipazione della collettività nazionale agli sforzi necessari per ricostruire una scala di valori condivisi”,(chissà perché quando un magistrato parla di valori condivisi mi viene in mente l’intervista di Borrelli al Corriere in cui chiedeva “governi condivisi” e mi assalgono i conati di vomito).
Qualche anno prima la Gandus si era distinta firmando un appello a favore dei referendum per la modifica della legge 40,sulla procreazione assistita, varata dal governo Berlusconi.
Nel giugno del 2006 si schierò contro la riforma costituzionale “È importante opporsi a questa devolution perché è espressione della generale posizione antidemocratica... È sovrastata da un incombente potere autoritario e centralista, concentrato nella mani del capo del governo”.
Nel 2005 firmò anche un appello contro la decisione del governo Berlusconi di prorogare nell’incarico di procuratore nazionale antimafia Pier Luigi Vigna poiché a suo dire il decreto integrava un attacco all’indipendenza della magistratura .
Come si vede c’è molto di più che un “legittimo sospetto “ per dubitare dell’indipendenza di giudizio di questo magistrato, che, come prevede il codice etico, non solo deve essere equo, indipendente e imparziale, ma deve sembrarlo in ogni occasione, lascio a voi giudicare se in questo caso sia così, così come lascio a voi il giudizio sui cani da guardia dell’ANM che su questo tipo di dichiarazioni e prese di posizione non hanno ritenuto di dover abbaiare.
Nonostante le dichiarazioni concilianti di Alfano,oggi più che mai continuo a ritenere che una seria riforma della giustizia sia indispensabile, per assicurare al cittadino la terzietà effettiva del giudice e quindi la totale separazione delle carriere tra magistrati inquirenti e giudicanti, nonché diversi metri di valutazione nelle carriere e soprattutto i test psichico attitudinali per i magistrati, i soggetti mentalmente disturbati esistono e possono esserci anche tra i magistrati.
Umberto Bossi che è persona pratica e di buon senso diceva qualche tempo fa : “ ci sono alcuni magistrati a cui bisognerebbe raddrizzare la schiena” , io ritengo che a buon diritto, Nicoletta Gandus potrebbe tranquillamente rientrare tra questi ultimi.








Pubblicato il 18/6/2008 alle 16.51 nella rubrica Parole in libertà.

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