Blog: http://Aurora86.ilcannocchiale.it

SE ANCHE IL MAGISTRATO SI INDIGNA

Mentre il PM di Palermo,Antonino Ingroia , in assoluta aderenza al codice deontologico dei magistrati,il quale prevede che “a causa del delicato ufficio che ricopre,il magistrato non solo deve essere equo, imparziale e professionale, ma deve sembrarlo in ogni occasione”, se ne va allegro e giulivo all’assemblea nazionale di sinistra democratica per prendere la parola e attaccare il governo e Berlusconi, togliendo così ogni ombra sulla sua indipendenza,imparzialità e serenità di giudizio(Sic), può succedere che, oltre alla stragrande maggioranza dei cittadini,schifati e in assoluta crisi di rigetto nei confronti della magistratura e dell’amministrazione della giustizia, anche qualche magistrato può indignarsi.
Non parlo naturalmente di qualcuno dei tantissimi magistrati che ogni giorno fanno in silenzio il proprio dovere,che non hanno crisi di autostima se non compaiono sulle prime pagine dei media, se non partecipano ad assemblee di partito o ai social forum, o non si auto eleggono “rappresentanti della società civile” , ma di un magistrato piuttosto noto alle cronache giudiziarie e non, ora parlamentare nelle fila del partito democratico, il giudice Felice Casson, che sembra aver compreso appieno gli effetti della deriva politica di una parte della magistratura in questa intervista al Corriere Della Sera.
Definisce la magistratura «un mondo ormai autoreferenziale». Addita il Csm di «comportamenti poco chiari, ai limiti della correttezza e della legittimità istituzionale». Eppure non è il Cavaliere e nemmeno un suo famiglio. Anzi, in passato era considerato una «toga rossa». Ora Felice Casson è senatore del Partito democratico. E se una voce di sinistra decide di criticare quelli che un tempo erano suoi colleghi, non è per sostenere l'offensiva di Silvio Berlusconi semmai per scongiurarla, per impedire che faccia definitivamente breccia nell'opinione pubblica, «dove i giudici riflettono un'immagine negativa». Perché sarà pur vero che è riapparso il «Caimano», ma è altrettanto vero che sono state anche le toghe ad evocarlo, e con i loro «gravi errori» si sono resi corresponsabili del clima di scontro istituzionale: «E comprendo il tormento del capo dello Stato, immagino la sua difficoltà a gestire una situazione in cui c'è chi aggredisce e chi — sentendosi aggredito — aggredisce a sua volta».
«Il Csm è lo specchio dei magistrati. Basta vedere cosa riflette. C'è un eccesso di esternazioni. C'è un'evidente volontà di fare attivismo politico. Per esempio, che senso aveva far trapelare la bozza del parere sulla norma blocca- processi? E quale logica celava? O è stato fatto senza pensarci, o c'erano fini politici. In entrambi i casi è ovvio che venga criticato questo protagonismo deteriore». Il dato grave è che l'organo di autogoverno dei magistrati gli appare senza controllo, perché «il vice presidente Nicola Mancino non ha alcun potere sui membri togati, che nella loro testa si sentono totalmente autonomi». E c'è un solo modo per restituire ordine alle cose, «riacquisire un senso di responsabilità personale e istituzionale. Altrimenti, se il Csm non sarà capace di intervenire per sanare le sue storture, sarà la politica ad intervenire sul Csm».
Noi proponiamo un organismo autonomo per la parte disciplinare. Così come siamo in procinto di presentare un pacchetto sulle intercettazioni con norme più restrittive che ne impediscano la divulgazione».
Parte ricordando «le mie indagini sul terrorismo. Allora non usai le intercettazioni. In altre inchieste sì. Dipende comunque dalla professionalità dei singoli magistrati...
Nei riguardi del premier non c'è accanimento giudiziario, c'è forse una concentrazione eccessiva. Diciamo che c'è molta attenzione (toh chi l'avrebbe mai detto).
Capisco Milano. Siccome si sono concentrati sul filone economico-finanziario, vanno avanti seguendo quel filo. E magari il filo conduce verso situazioni da accertare. Ma Napoli... Rispetto a Milano è un'altra storia... Insomma, non si può passare la vita ad intercettare veline».
«È giusto che il premier assolva il mandato degli elettori, e mentre sono contrario alla norma blocca - processi, non mi scandalizza l'idea di uno "scudo" per le alte cariche istituzionali, sebbene pensi che debba essere varato con una legge costituzionale.
«Io mi preoccupo della politica. Perchè non voglio aspettare Berlusconi davanti al tribunale di Milano, voglio aspettarlo e batterlo nell'Aula del Parlamento».
Ogni ulteriore commento mi sembra superfluo, ma in conclusione c’è una notizia che vale la pena di segnalare, mentre la procura di Napoli intercetta veline&affini trascrivendo circa novemila telefonate( si novemila,avete letto bene) per scoprire l’acqua calda, in provincia di Foggia, per decorrenza dei termini,a causa (udite udite) della mancata trascrizione delle intercettazioni ambientali, alcuni pericolosi criminali appartenenti alla mafia garganica, sono stati rimessi in libertà.
Nessuna meraviglia dunque che i cittadini siano schifati da questa magistratura che rappresenta ormai una casta autoreferenziale, inefficiente e in buona parte politicizzata,quello che meraviglia è che ci sia un 20% che ancora le da credito.
Urge un “drizzone”, bisogna rimettere mano alla riforma dell’ordinamento giudiziario, ora,subito, per dare efficienza e razionalità agli uffici con una burocrazia che prevede capiufficio e responsabili, carriere per merito ed esami non per anzianità, separazione totale e definitiva delle carriere tra PM e magistrati giudicanti , riforma dei regolamenti di assegnazione e di trasferimento, e in caso di conclamata incapacità nomina di manager per l’amministrazione degli uffici giudiziari, non è possibile infatti che a fronte di una spesa assolutamente in media con tutti i maggiori paesi dell’Unione Europea, ci siano risultati così deludenti e tanta inefficienza, poi riforma del CSM ecc. ecc.
Solo così si potranno restituire i magistrati al loro compito che è quello di occuparsi dei processi e forse tra qualche lustro riusciremo ad avere dei giudici veramente terzi, probabilmente la casta strepiterà e magari farà anche qualche serrata in vista della riduzione di privilegi considerati ormai intoccabili,che facciano pure, tanto peggio di così non potrà andare.
E’ QUESTO IL VERO CANCRO DA ESTIRPARE” , forza Presidente Berlusconi ora o mai più.



Pubblicato il 29/6/2008 alle 22.44 nella rubrica Politica.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web