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TOH CHE NOVITA’ LA CASTA DELLE TOGHE IN AGITAZIONE

I magistrati italiani hanno deciso di entrare in stato di agitazione e si riservano l'adozione di altre misure per protestare contro gli interventi del Governo nel settore della giustizia. Tra queste la sospensione dei processi, le disposizioni sulle intercettazioni, il taglio delle risorse al settore giustizia e il taglio degli stipendi introdotto dall'art.69 del dl 112 (cosiddetto decreto manovra). L'Anm ha, inoltre, convocato in seduta permanente il comitato direttivo centrale.
Giusto qualche giorno fa mi chiedevo come mai non avessero ancora dichiarato lo stato di agitazione, già che ci sono potrebbero fare come i commercianti, facciano direttamente una serrata.
L’agitazione della casta delle toghe non è certo una novità, è una minestra riscaldata, già vista durante il precedente governo Berlusconi, certo però che il ridursi come volgari bottegai,significa che credibilità e autorevolezza dell’istituzione sono ormai andate a ramengo.
Dopo “il verminaio del CSM” su cui ha dovuto prendere posizione persino il Presidente della Repubblica per evitare “derive creative” , e dopo che il vice presidente Mancino ci ha spiegato che non proprio tutti i magistrati sono di sinistra e lavorano contro il governo,adesso lo stato di agitazione che ha un tanfo di carogna insopportabile.
Strano però che dei magistrati vincitori di concorso, non si rendano conto che le leggi le devono applicare, che gli piacciano o no, non spetta a loro l’approvazione che è appannaggio del parlamento liberamente e democraticamente eletto, espressione del “popolo sovrano”.
Probabilmente non hanno compreso o non vogliono comprendere il “primato della politica”.
Certo mi rendo conto che una diminuzione di retribuzione da 1200 a 2200 euro forse brucia un po’ per gente che, come dice l’ex ministro Castelli, sono attaccati ai soldi,tanto che quando scioperano ci sono dei casi in cui firmano lo stesso la presenza, ma in un periodo in cui tutti fanno sacrifici, dai parlamentari ai ministri,sino al Presidente della Repubblica, non si vergognano a protestare?
Un po’ di decenza che diamine.
Mi rendo anche conto che, purtroppo per loro, questo non è un “governo condiviso” come chiedeva qualche anno fa un procuratore capo tre volte resistente, senza ombra di vergogna in una famosa intervista rilasciata al Corriere, e la “supposta” Berlusconi dovranno tenersela a lungo, considerato anche che la stragrande maggioranza dei cittadini è disgustata e schifata da questi magistrati che si occupano di far politica,invece che di processi e reati.
Proprio oggi un sondaggio di Renato Mannheimer sul Corriere della Sera conferma infatti che le recenti polemiche sulla giustizia hanno ulteriormente contribuito alla diminuzione del consenso popolare per la magistratura(toccato il fondo si continua a scavare), mentre il premier ed il governo godono del sostegno della maggioranza assoluta degli italiani(61%) , e di questo Berlusconi è certamente consapevole.
Poi se proprio vogliono scaricare la loro frustrazione possono sempre fare politica attiva nelle manifestazioni e nei convegni di partito o firmare deliranti appelli contro il governo, come fanno di solito del resto.
Non si illudano, e nessuno si illuda, fino a che il parlamento e il capo del governo saranno scelti dal voto del “popolo sovrano” nessuna procura e nessun PM riuscirà a sovvertirlo.
Non è più il tempo della “canaglia urlante” ,dei cappi e del lancio di monetine, appoggiato e titillato dai media forcaioli e giacobini, quel tempo è finito per sempre e non ritornerà più, grazie soprattutto a Silvio Berlusconi, gli ultimi “resistenti” prima ne prendono atto, e meglio sarà per tutti.





Pubblicato il 6/7/2008 alle 14.5 nella rubrica Politica.

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