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ROTTURA MA ANCHE NO

Dopo il rifiuto di Di Pietro di dissociarsi e prendere le distanze da Piazza Navona su preciso imput di Veltroni, pare che sia sancita la rottura dell’alleanza tra IDV e Partito Democratico.
Io non penso che sia qualcosa di definitivo, nel PD infatti sta prepotentemente tornando di moda lo “spirito inclusivo dell’Ulivo” (Sic), Veltroni dopo la traumatica sconfitta alle politiche e le debacle amministrative, dal Friuli alla Sicilia passando per Roma, ha definitivamente archiviato la stagione dell’andiamo da soli, e sta cercando di ricucire con Rifondazione Comunista,Socialisti,Sinistra Democratica ecc. , in questo spinto anche dalle 17 correnti(pardon associazioni culturali) del partito che lo contestano un giorno sì e l’altro pure, tanto che si parla persino di candidare Mastella(si avete letto bene) come sindaco di Napoli, insomma manca solo il ritorno di Prodi per essere di nuovo “tutti insieme appassionatamente”.
Magari sarà una separazione momentanea, ma a livello locale l’alleanza continuerà, il prossimo leader del PD, che sicuramente non sarà Veltroni, quando ci saranno le elezioni politiche difficilmente rinuncerà al 4-5% dei voti e forse anche più , che Di Pietro porta in dote.
E’ vero anche che a breve non ci sono test elettorali importanti, tranne le europee dell’anno prossimo dove,con il proporzionale puro, ognuno però va per conto suo, e allora in questo contesto, eliminato l’impedimento al dialogo rappresentato da Di Pietro,un leader lungimirante proverebbe quanto meno a fare insieme alla maggioranza quelle riforme costituzionali e di sistema che necessitano non a Berlusconi e al PDL ma al paese, dubito però che anche in questo caso Veltroni abbia l’autorevolezza e le capacità necessarie.
Veltroni ipotizza che si voterà prima della naturale scadenza della legislatura, tra cinque anni, la speranza come giustamente dice Berlusconi bisogna lasciargliela, ma lui quanto durerà?





Pubblicato il 10/7/2008 alle 16.48 nella rubrica Politica.

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