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IL RITORNO DELLO STATISTA

Voi non ci crederete ma ho apprezzato tantissimo l’intervento ieri in aula di Massimo D’Alema, quando è intervenuto nella discussione sul lodo Alfano e tra l’altro ha anche chiesto a Berlusconi di rinunciare al lodo e affrontare i giudizi che lo riguardano a testa alta.
Sono sobbalzata sulla sedia e mi sono detta: “ finalmente è tornato lo statista che noi tutti conosciamo”.
Perché diciamolo francamente , l’estate scorsa avevano stupito un po’ tutti le sue reazioni e quelle dei DS, quando il GIP di Milano Clementina Forleo aveva richiesto al parlamento l’autorizzazione all’utilizzo delle intercettazioni che riguardavano lui , Fassino e La Torre, motivandole come “inquietanti interlocutori di conversazioni soprattutto intervenute sull'utenza in uso al Consorte , i quali all'evidenza appaiono non passivi ricettori di informazioni pur penalmente rilevanti né personaggi animati da sana tifoseria per opposte forze in campo, ma consapevoli complici di un disegno criminoso di ampia portata”.
Immaginatevi quindi lo stupore nel sentire i diessini che parlavano di “teoremi e complotti” , ricostruzioni forzate e condanne preventive,e ancora di più nel sentire D’Alema parlare di “minaccia per la democrazia” ,”attacco allo stato di diritto”, e addirittura : “ chi pensa di usare intercettazioni illegali contro i propri avversari politici è fuori da ogni civiltà democratica”.
Insomma i DS sembravano Forza Italia e si faticava molto nel distinguere tra D’Alema e Berlusconi.
Da ieri finalmente però è tornata la normalità, D’Alema è ritornato lo statista di sempre e Berlusconi colui che deve difendere se stesso e il parlamento dalla “minaccia democratica” di magistrati politicizzati che vogliono sovvertire la volontà popolare.
Adesso è tutto a posto,possiamo tirare tutti un grosso sospiro di sollievo.



Pubblicato il 11/7/2008 alle 16.22 nella rubrica Trinariciuti.

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