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RIFORMA GIUDIZIARIA, FINALMENTE SI FA SUL SERIO

Dopo le dichiarazioni di Silvio Berlusconi,ieri da Parigi, che ha sottolineato la necessità di una profonda riforma della giustizia “ab imis" che vada ben oltre la separazione delle carriere tra magistrati inquirenti e giudicanti, confermate in serata in un incontro tra il Premier e i parlamentari del PDL a Montecitorio, il ministro della giustizia Alfano intervenendo in un convegno delle camere penali, ha annunciato che a settembre, alla ripresa dei lavori parlamentari, si partirà con la riforma giudiziaria.
Si comincerà con la giurisdizione disciplinare dei magistrati, riforma del CSM, codice penale e di procedura, il ministro ha assicurato che coinvolgerà avvocati e ANM.
Forse finalmente si fa sul serio, sono i cittadini a chiederlo, disgustati,sfiduciati e schifati dall’inefficienza del sistema giudiziario e dalla politicizzazione di una rilevante parte della magistratura, come dimostrano inequivocabilmente tutti i sondaggi sulla materia,che rilevano come la fiducia degli italiani, in questo “corpo amministrativo dello stato” ,è ai minimi storici ormai da un pezzo.
Oltre che ai cittadini,lo dobbiamo a quei tanti magistrati che ogni giorno fanno il dovere in silenzio, magari a rischio della vita, e che non hanno “crisi di autostima” che li spingono ad occupare le prime pagine dei media.
E’ questo il cancro da estirpare, è questa la metastasi della nostra democrazia, è una riforma ineludibile,che va fatta presto e bene, sulla scia di quella fatta nella legislatura 2001-2006 che non fece in tempo ad andare in vigore,poi depotenziata dal governo Prodi con i magistrati che dettavano persino il calendario dei lavori parlamentari.
Intanto alla camera è stato approvato con la fiducia il decreto sicurezza, a causa dei troppi emendamenti presentati dalle opposizioni, il decreto adesso passa al senato che lo approverà definitivamente il 24 luglio.
Oltre al voto contrario,scontato, delle opposizioni, c’è da registrare l’astensione dei deputati radicali, che fanno parte del gruppo del PD alla camera, sul decreto sicurezza.
Ma forse non è del tutto una sorpresa,se nello stesso PD ci sono 17 correnti(pardon, associazioni culturali), anche loro vorranno distinguersi e rimarcare le loro diverse posizioni , o no?

UPDATE: Dopo che il ministro Calderoli aveva espresso dei dubbi sui tempi della riforma giudiziaria visto che l’agenda politica autunnale è pressoché piena, a cominciare dal “federalismo fiscale”, Berlusconi ha ribadito,dopo aver consultato anche Bossi in proposito, che federalismo fiscale e riforma della giustizia a settembre procederanno di pari passo in camere diverse.






Pubblicato il 16/7/2008 alle 2.35 nella rubrica Politica.

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