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COMUNISTI,INDIETRO TUTTA

Pugno chiuso, bandiera rossa e scroscianti applausi per Togliatti, sembrava davvero un congresso di altri tempi quello di rifondazione comunista che ha eletto come nuovo segretario l’ex ministro Paolo Ferrero dopo una drammatica conta che ha sancito la spaccatura del partito.
L’ala dei duri e puri ha avuto dunque la meglio sulla componente più moderata guidata da Nichi Vendola e appoggiata da illustri esponenti come Bertinotti,Migliore e Giordano, che si proponeva di ricercare un dialogo con tutte le componenti della sinistra radicale e il partito democratico per preparare un unità a sinistra che un domani consentisse una nuova alleanza per il governo.
Il neo segretario Ferrero invece è intenzionato addirittura a rimettere in discussione le alleanze locali con il PD che considera più pericoloso di Berlusconi e del centro destra, la sue parole d’ordine sono “più popolo e meno salotti e tv”, e così mentre negli ultimi paradisi comunisti come Cuba, si aprono a timidi segnali di riforme e innovazione , un buon numero di comunisti italiani sceglie di tornare indietro.
E pensare che mentre autorevoli opinionisti e politologi, constatato il fallimento di Veltroni su tutta la linea, chiedono di individuare un “nuovo Prodi”, capace di mettere di rimettere insieme i cocci della sinistra,costoro si auto collocano all’opposizione,a prescindere.
Emblematico il pianto di Bertinotti mentre constata amaramente che l’unità a sinistra rimane una chimera, mentre Vladimir Luxuria andrà a difendere l’identità comunista sull’isola dei famosi con Simona Ventura, poiché a suo dire “ sono proprio quelle trasmissioni che formano il consenso e stabiliscono un contatto diretto con quei cittadini che ci hanno voltato le spalle “(Sic).
E’ proprio vero, per quanto ci si possa sforzare di tornare indietro,non ci sono più i compagni di una volta.












Pubblicato il 28/7/2008 alle 16.37 nella rubrica Politica.

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