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I CITTADINI CONTRIBUENTI PRIMA DI TUTTO

E’ bello,addirittura commovente,vedere in questi giorni di convulse trattative nella vicenda Alitalia, come autorevoli esponenti dell’opposizione, Veltroni, Bersani, Di Pietro ecc. , si preoccupano dei cittadini e contribuenti italiani, per i debiti della compagnia di bandiera stimati circa in 1,3 mld, che in caso di soluzione positiva della vicenda finiranno in una “bad company” gestita dal commissario, e di una gran parte di questi si farà carico l’azionista di riferimento, cioè lo stato.
“E’ inqualificabile scaricare le perdite della compagnia sui contribuenti” dichiara Veltroni, “ è una truffa” tuona Di Pietro, tutto giusto,messo così, in questi termini il ragionamento non fa una piega.
Ora a parte che per l’immagine di un grande paese e il ritorno in termini di turismo, avere una compagnia di bandiera vale molto,ma molto di più dei pur consistenti debiti di Alitalia, e su questo sono d’accordo secondo recenti sondaggi,circa il 70% degli italiani, siccome Veltroni & C ancora rimpiangono il mancato accordo con Air France (trattativa fallita per l’intransigenza dei sindacati), viene spontaneo chiedersi : “ quanto sarebbe costato agli utenti o turisti in viaggio da e per l’Italia verso altri continenti , il doversi recare in Francia e poi da li ritornare magari indietro e proseguire verso Tokio, Pechino , Sidney , Città del Capo ecc. ecc. , in media 4 ore di volo andata e 4 ritorno, considerato che,secondo il piano dei francesi nessun volo intercontinentale faceva capo direttamente in Italia”?
Questo giusto per dirne una, ora io non so prevedere come andrà a finire la trattativa tra la cordata italiana che intende rilevare Alitalia e i sindacati, ma una domanda sorge spontanea : “come mai costoro quando erano al governo,ovvero circa un anno fa, non si sono fatti tanti scrupoli e hanno scaricato sul groppone dei cittadini e contribuenti italiani diecimila cinquantenni,dipendenti della FIAT, mandati direttamente in pensione con apposito decreto, senza che sussistessero particolari crisi aziendali ”?
Non in cassa integrazione o mobilità dunque, ma un prepensionamento bello e buono, chissà, forse a costoro i cittadini e contribuenti interessano a giorni alterni oppure sono i refusi della vecchia scuola comunista,secondo la quale la verità va adattata alle esigenze del momento storico.
Una cosa però è sicura, visto l’alta considerazione che ha di costoro il popolo italiano,certificata da tutti i sondaggi d’opinione, non è difficile prevedere che una sonora risata li seppellirà.



Pubblicato il 17/9/2008 alle 8.30 nella rubrica Trinariciuti.

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