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ADESSO STACCARE LA SPINA

Dopo giorni e giorni di estenuanti trattative, oggi la cordata italiana (CAI) che era disposta a rilevare Alitalia ,considerata l’impossibilità di raggiungere un accordo con tutte le organizzazioni sindacali ha ritirato l’offerta.
In questi giorni frenetici abbiamo visto di tutto e di più, corporazioni che tentavano di difendere assurdi privilegi, organizzazioni sindacali confederali che responsabilmente hanno capito che la situazione precipitava e si sono dichiarate ,dopo lunghe trattative in cui hanno ottenuto il possibile,pronte a firmare un accordo, sindacati autonomi alleati con un'altra sigla confederale,la CGIL, cosa impensabile solo fino a poco tempo fa.
Ma non solo, gli aquilotti volanti (piloti) pretendevano addirittura di stabilire rotte, numero di addetti e strategie aziendali,si è quindi dovuti arrivare all’assurdo che il presidente della CAI, Colannino ,per fare chiarezza,ha dovuto precisare che “nella nostra compagnia i piloti sono dei dipendenti”(Sic).
Berlusconi che si era prodigato per il salvataggio della nostra compagnia di bandiera, impegnandosi personalmente per mettere insieme una cordata di imprenditori capace di risollevare l’azienda, si è detto amareggiato e ha parlato di pesantissime responsabilità dell’associazione piloti e della CGIL,probabilmente seguirà una conferenza stampa dopo le opportune valutazioni, ma gli italiani hanno ben capito che il mancato accordo è causa “della casta dei piloti” e degli assistenti di volo, e di una parte di sindacato politicizzato, il quale ha pensato più come ridare ossigeno ad un opposizione moribonda e inesistente che agli interessi dei lavoratori e del paese, ma come al solito, e non imparano mai, quello che può funzionare con chiunque altro, con Berlusconi diventa un boomerang,il cerino è rimasto in mano a loro, segnatevi bene questa :” se ad oggi tutti i più autorevoli istituti di sondaggio univocamente affermano che il Premier gode la fiducia di circa 2 italiani su 3 , da domani per quanto possibile la fiducia crescerà ancora di più” ,accetto scommesse.
Per i sindacati confederali intanto è un'altra Torino, il leader della UIL Angeletti, parla di catastrofe sociale e catastrofe sindacale: “l’azienda era morta e qualche mio collega si accinge a fare il becchino”, mentre il leader della CISL Bonanni, si dice deluso e preoccupato: “ si è giocato alla roulette russa e questo prevede che in alcuni casi parta qualche colpo, per colpa di pochi pagheranno in tanti”, Polverini leader dell’UGL rincara la dose: “adesso è chiaro chi ha operato nell’interesse dei lavoratori e chi ha preferito sottostare ad altre logiche”.
In Italia per troppo tempo siamo stati tutti abituati a difendere il nostro orticello,tanto la catastrofe annunciata non arrivava mai, all’ultimo momento c’era sempre qualcuno, quasi sempre lo stato che salvava capra e cavoli, ma la musica adesso è cambiata, a meno di un miracolo in extremis non arriveranno i nostri, in questa vicenda probabilmente avrà pesato anche una errata valutazione di questo tipo, non si spiegano altrimenti certe scene di giubilo, di piloti e assistenti di volo, all’annuncio del ritiro dell’offerta da parte della CAI, come i musicisti del Titanic che suonavano mentre stavano affondando.
Si stacchi la spina dunque e si metta termine all’agonia che è già durata troppo, si portino i libri in tribunale e si dichiari fallimento, magari poi dalle ceneri rinascerà una nuova compagnia aerea.
Certo dispiace lasciare a casa 15.000 persone, per colpa di pochi,una casta privilegiata,ed è impossibile garantire a tutta questa gente le condizioni previste per gli esuberi del piano CAI, ma 36 – 48 mesi di CIG a seconda dell’anzianità,come per legge, li otterranno comunque,poi qualcuno di questi in una nuova azienda o in una compagnia low coast sarà riassunto, alle condizioni dell’azienda però.
L’opinione pubblica,tutto sommato è favorevole a questa soluzione, anche perché difficilmente si dimenticano gli scioperi improvvisi di “aquila selvaggia”, o cosa ancora più grave, benché precettati, tutti in malattia lo stesso giorno, pur di continuare a strappare concessioni e privilegi in una azienda disastrata, e conseguenti disagi gravissimi per i cittadini.
Non è il caso di preoccuparsi eccessivamente dunque, anche perché soprattutto piloti e assistenti di volo,come tutti i lavoratori in cassa integrazione e mobilità potranno integrare il loro stipendio con i “lavori socialmente utili” e mi pare di aver letto da qualche parte delle interessanti idee in proposito del ministro Brunetta, e non sarebbe niente male per i “furbetti dell’hangarino”.

UPDATE 19/09/2008: SONDAGGIO CRESPI, LE RESPONSABILTA’ DEL DISASTRO SONO DEI PILOTI E DALLA CGIL.

Crespi Ricerche, secondo il 63,5% degli italiani la responsabilità del "disastro" è del sindacato piloti e della CGIL che hanno determinato il fallimento della trattativa per il salvataggio della nostra compagnia aerea, mentre il 21,4% ritiene che la responsabilità vada ricercata nella CAI, e il 10,8% ritiene sia colpa del Governo Berlusconi. Su questo tema il 4,3% non esprime un'opinione.
Il 40,3% degli italiani si augura che Alitalia fallisca, mentre il 31,2% che possa riprendere il dialogo tra CAI e sindacati, mentre il 19,8% auspica l'arrivo di un altro interlocutore. Non esprimono opinione l'8,7% degli italiani. La vicenda Alitalia è seguita dall'83,5% dell'opinione pubblica.
Luigi Crespi
Il sondaggio telefonico C.A.T.I. è stato condotto il 18 Settembre 2008 su un campione di 800 casi rappresentativi della popolazione italiana maggiorenne, stratificato per sesso, età ed aree geografiche.
Come volevasi dimostrare....




Pubblicato il 19/9/2008 alle 8.30 nella rubrica Politica.

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