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LA UE APRE IL TAVOLO TECNICO SULL’AMBIENTE

Il commissario UE all'Ambiente, Stavros Dimas, ha accettato la proposta di stabilire un "tavolo tecnico" per verificare insieme a esperti del governo italiano le stime dei costi e dei benefici del pacchetto su clima ed energia. La proposta del "tavolo" era stata annunciata dal ministro Stefania Prestigiacomo ed è arrivata dopo che lo stesso ministro ha chiarito senza mezzi termini che : "Se c'è una soluzione entro dicembre si troverà un accordo, altrimenti si andrà al rinvio. Quello che per noi è certo è che sono necessarie sostanziali modifiche al piano".
Nei prossimi giorni sono previsti incontri tra i funzionari della Commissione e rappresentanti del governo italiano, al fine di arrivare ad un accertamento condiviso dell’analisi costi/benefici.
Sarebbe tra i 18 e i 25 miliardi il conto annuale del pacchetto “clima ed energia” che graverebbe sul sistema Italia da qui al 2020 per ridurre l’emissione di gas e sostanze inquinanti, le cifre sono confermate dal centro studi di Confindustria e da Alberto Clò, l’economista prodiano che per conto del ministro Prestigiacomo ha elaborato lo studio sulla base dei dati forniti proprio dalla Commissione europea e che ha dichiarato: “Le cifre non sono di destra né di sinistra: l’Italia dovrà spendere 185 miliardi vale a dire l’1,14 per cento sul Pil annuale fino al 2020. La Germania è a 120 miliardi, lo 0,58 per cento del Pil".
E’ chiaro a tutti dunque che bisogna coniugare le esigenze di salvaguardia dell’ambiente insieme a quelle dell’economia,soprattutto in presenza di una crisi finanziaria mondiale, date le attuali condizioni sarebbe una follia per le nostre industrie impegnarsi in investimenti così significativi senza la necessaria flessibilità ,visto che oltretutto ogni paese parte da condizioni diverse.
L’Italia non è certamente sola a chiedere sostanziali cambiamenti al piano,almeno altri 9-10 paesi sono dello stesso avviso.
Insomma stando alle cifre sarebbe proprio l’Italia il paese ad avere gli oneri più pesanti del pacchetto clima ed energia, si consideri poi che oltre il 90% delle nostre imprese sono medio piccole, e che i paesi extraeuropei delle economie emergenti,Cina e India su tutti, non avranno almeno per il momento questi oneri ,che tradotto significa più concorrenza, ed il quadro è completo.
Fa bene dunque il governo e Silvio Berlusconi che, con la “diligenza del buon padre di famiglia” , si preoccupa dell’impatto di questo pacchetto e dei relativi costi/benefici sul sistema Italia, e se non si troverà un accordo soddisfacente sull’applicazione dello stesso e sulla flessibilità  che nell’attuale situazione economica è doverosa, non esiterà a mettere sul piatto della bilancia il peso dell’Italia e avvalersi del diritto di veto se sarà necessario, all’Italia serve l’Europa dei Popoli non quella dei “burocrati di Bruxelles”.
Infine è utile stendere un velo pietoso sulle dichiarazioni di Veltroni e altri leaderini di un opposizione “parolaia e inconcludente”, secondo i quali, chiedere come l’Italia ha fatto, flessibilità e rigorosa analisi dei costi/benefici,equivale a “ fare brutte figure” (Sic).
Si conferma ancora una volta,casomai ce ne fosse ancora bisogno che, costoro del paese reale non sanno nulla,sono solo degli avatar che vivono su “second life” , che ogni tanto dicono qualcosa, qualunque cosa, giusto per dimostrare che ancora esistono.





Pubblicato il 21/10/2008 alle 18.13 nella rubrica Politica.

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