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LA DOPPIA MORALE

Fate quel che dico,non fate quello che faccio, questo vecchio adagio si adatta perfettamente alla sinistra italiana, qualche giorno fa Paolo Bonaiuti portavoce del Premier Berlusconi ha detto che “a sinistra parlano con la lingua biforcuta”, Pier Luigi Battista, nel suo editoriale sul Corriere della Sera parla di “doppio standard” a proposito di coloro che a sinistra si oppongono a qualsiasi cambiamento del sistema scolastico e universitario, lo preferiscono così, una fabbrica di ignoranti e somari, certificato da tutte le classifiche internazionali, tanto i loro figli studiano in lussuose scuole a pagamento, con profitto e insegnanti di alto livello, tutelati da scioperi e okkupazioni.
“Ma se una frazione cospicua della classe dirigente, pur predicando l’intangibilità della scuola pubblica così com’è, spedisce i propri figli nelle scuole private, è solo un deplorevole pettegolezzo sottolinearne la plateale incoerenza? - si domanda Battista -. Non le viene in mente che se la libera scelta di scuole diverse da quella pubblica è resa possibile solo e soltanto dalle favorevoli possibilità economiche, è legittimo e plausibile definire quella scelta come il frutto di un privilegio, il trionfo di un doppio binario mentale, un divario troppo marcato tra i principi che si proclamano e il modo concreto di prefigurare il futuro dei propri figli?” Ecco quindi il “cinico doppio standard” dei genitori che “rinserrati nelle loro auree nicchie d’eccellenza”, bocciano “ogni parvenza di riforma della scuola pubblica” ma “proteggono i loro figli dalla sorte di frustrazione e di insignificanza cui sono condannati tutti gli altri”.
Io molto più semplicemente li definisco “moralisti senza morale” , la menzogna e il ribaltamento della realtà, la verità adattata alle circostanze, e il fate quello che dico e non quello che faccio, fanno parte del DNA della sinistra italiana, sono le scorie della vecchia scuola comunista, che nonostante abbia cambiato nomi e simboli, costretta dal fallimento e dalla vergogna, purtroppo non ha cambiato gli uomini, e appunto come dice Silvio Berlusconi, bisognerà aspettare almeno un’altra generazione prima che in Italia ci sia una sinistra normale di tipo europeo, anche perché i conti con la storia, i socialdemocratici europei,li hanno fatti da più di mezzo secolo.
E così mentre in parlamento e nelle piazze chiedono al Premier di mescolarsi con il popolo, ignorando che il popolo è l’elemento naturale di Berlusconi, lui ci sta a suo agio come uno squalo nell’oceano indiano, con slogan tipo : Un Paese in cui studiare è il privilegio di un’élite è un Paese ingiusto” , loro, la vera élite , si guarda bene dal mischiarsi con il popolo, i figli dei vari Rutelli, Santoro, Finocchiaro, Moretti,Melandri, Berlinguer e chi più ne ha più ne metta, sino a Veltroni che manda la figlia a studiare cinema negli Stati Uniti, celebrano il trionfo del privilegio e della doppia morale.
Nessuna meraviglia, per i “moralisti senza morale” tutto questo è normale, chi non ricorda per esempio, gli strepiti e le piazze urlanti contro il condono di Tremonti nel 2003 al grido di :” si favoriscono banditi e criminali” e “ la beffa degli onesti” ?
Bene,poi spulciando nei bilanci pubblici, si scoprì che i migliori complici dei banditi e dei criminali erano i Ds che attraverso la consorziata Beta Immobiliare, condonarono imposte per 2.324.000 euro, e ancora la CGIL , Visco, Bassanini, il giornale della Margherita, Europa, l’Unità, Prodi e Signora, ecc.ecc.
Mentre volevano vietarli al povero contribuente della strada, loro nei condoni, ci sguazzavano a piene mani.
E poi si incazzano pure, così Rutelli scrive al Giornale che ha pubblicato alcuni articoli sulle scuole frequentate dai figli degli esponenti politici dell’opposizione : “Non credo che i nostri ragazzi debbano essere mischiati alle polemiche di cui sono oggetto i loro genitori. Considero dunque spregevole che il suo giornale abbia attirato l’attenzione su bambine o ragazzini che hanno diritto di seguire il corso della loro vita formativa secondo le necessità e le opportunità che le loro famiglie e i loro educatori reputino migliori rispetto ai singolari percorsi delle loro esistenze”.
Bravo, che bel ragionamento, i bambini oggetto di polemiche no, a manifestare nelle piazze invece si, giusto?
E’ la doppia morale,come sempre.




Pubblicato il 28/10/2008 alle 17.18 nella rubrica Trinariciuti.

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